A occuparsi del caso sarà la sottocommissione presieduta dal deputato del Centro Fiorenzo Dadò

BELLINZONA – La Commissione della Gestione del Gran Consiglio ticinese ha deciso di esercitare l’alta vigilanza sul caso che coinvolge il consigliere di Stato Claudio Zali. Al centro della vicenda c’è l’interessamento del ministro leghista al caso di un 14enne rimasto per quasi un mese nel carcere giudiziario della Farera. Una situazione delicata, sulla quale ora il Parlamento vuole fare chiarezza.
Nel mirino è finito in particolare l’incontro organizzato nell’ufficio di Zali con diversi attori coinvolti nella gestione delle strutture detentive e dei minori (leggi articoli correlati).
La questione, tutta ancora da appurare, riguarda una possibile violazione della separazione dei poteri. Sarà quindi compito dell’alta vigilanza verificare se l’interessamento del consigliere di Stato sia rimasto entro i limiti istituzionali o se vi siano stati sconfinamenti.
Intanto, proprio oggi, martedì, Claudio Zali ha difeso il proprio operato in un’intervista pubblicata da laRegione (leggi qui).
Il consigliere di Stato ha sostenuto di non aver voluto violare la separazione dei poteri e di essersi limitato a “esortare i presenti a trovare soluzioni alternative” per il giovane detenuto. A occuparsi del caso sarà la sottocommissione presieduta dal deputato del Centro Fiorenzo Dadò.
La sottocommissione potrà condurre audizioni e convocare le persone coinvolte nella vicenda, compreso lo stesso Zali. Il caso, dunque, entra ufficialmente sul terreno istituzionale. E il Parlamento ticinese vuole vederci chiaro.