POLITICA E POTERE
Zali: una riunione, tante domande
La politica si muove sull'incontro convocato dal ministro. Le Commissioni della Giustizia e della Gestione si chinano sul caso. Dadò: "Mi aspetto una verifica anche dal CdM"
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Minorenne detenuto e l'intervento di Zali, "occorrono urgenti chiarimenti"

17 GIUGNO 2026
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17 GIUGNO 2026
CRONACA

Minorenne detenuto alla Farera: aperta l'inchiesta, Zali chiede chiarimenti

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Minorenne detenuto alla Farera: aperta l'inchiesta, Zali chiede chiarimenti

17 GIUGNO 2026

di Andrea Leoni

BELLINZONA - Una riunione, tante domande. Tutto nasce dalla notizie rivelata questa mattina dalla Regione a proposito di un incontro voluto dal Consigliere di Stato Claudio Zali. Attorno allo stesso tavolo il ministro ha riunito la magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa, la direttrice medica del Servizio di medicina penitenziaria dell’EOC Teresa Salamone, la responsabile della Divisione giustizia Frida Andreotti e il direttore delle strutture carcerarie Stefano Laffranchini. Al centro della riunione il caso di un 14enne detenuto alla Farera e il rapporto di conoscenza personale di Zali con la madre del ragazzo (leggi articolo correlato).

Una vicenda delicata, con vari addentellati. Qui ci occuperemo di quelli strettamente istituzionali. La politica infatti ha deciso di muoversi per vederci chiaro. Tutto ruota intorno al ruolo di Zali. Siamo di fronte a un potenziale conflitto d’interesse? Questa riunione ha violato la separazione dei poteri? Il Consigliere di Stato è andato oltre il perimetro del suo Dipartimento, convocando funzionari che rispondo ad altri ministri?

Domande che si sommano ad altre domande. Cosa è stato effettivamente chiesto e discusso durante questo incontro? Sono stati rivelati elementi tutelati dal segreto? È stato corretto da parte degli altri partecipanti rispondere “presente” alla convocazione di Zali?

L’MPS ha messo il carico sulla vicenda presentando  un’articolata interrogazione (leggi articolo correlato), ma a livello parlamentare si sono mosse anche le due Commissioni preposte, la Giustizia e Diritti e la Gestione. “Discuteremo della vicenda nella riunione di lunedì”, ci conferma la presidente della Commissione Giustizia Cristina Maderni. “Ritengo - aggiunge - che vi siano elementi per valutare con i commissari gli opportuni approfondimenti”. Tra l’altro lunedì prossimo, per pura coincidenza, è già agendata un’audizione di Claudio Zali e chissà che il ministro non voglia sfruttare l’occasione per fornire la sua versione dei fatti.

Intanto anche la Gestione intende mettere in atto lo stesso iter. Va ricordato, elemento fondamentale, che si tratta dell’unica Commissione a poter esercitare l’alta vigilanza sul Consiglio di Stato e sull’Amministrazione. Gli unici, insomma, ad avere gli strumenti per poter scavare e verificare. “Metteremo la vicenda all’ordine del giorno della prossima riunione”, conferma il presidente Fiorenzo Dadò. “Alla luce delle rivelazioni di stampa e dell’atto parlamentare dell’MPS, siamo infatti tenuti a svolgere tutti gli approfondimenti del caso”.

Dadò fa un passo in più nel ragionamento: “Ritengo che in questi casi tutti i gremi con compiti di sorveglianza debbano esercitare il proprio dovere. Quindi non sono le Commissioni parlamentari ma anche il Consiglio della Magistratura, in quanto potrebbe delinearsi un’ipotetica ingerenza nell’attività di un magistrato”. Il riferimento è alla procuratrice dei minorenni Gnesa, il cui ufficio conduce l’inchiesta sul 14enne. Inchiesta, va sottolineato, ancora aperta.

Difficile in questa fase embrionale della vicenda, avventurarsi in pronostici sull’orientamento che prenderanno i deputati. Se riscontreranno elementi sufficienti per procedere a verifiche più approfondite, è verosimile che venga istituita una sottocomissione ad hoc, come spesso accaduto in passato. Ma questa è musica del futuro.

Un ultimo elemento. Per una questione di competenza (le carceri, segmento del Dipartimento Istituzioni rimasto sotto la guida di Norman Gobbi), non è difficile immaginare come la riunione possa aver provocato un certo malumore nella parte del DI rimasta sotto la responsabilità del ministro leventinese. E in attesa di chiarimenti anche in casa Lega si registra un certo nervosismo.

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