A decretare l'ora più probabile per morire, è un legame individuato tra i variazioni genetiche e orologio biologico

MILANO - Non è una semplice ipotesi decretare l'ora più probabile della morte, ma un "gene premonitore" potrebbe aiutare i ricercatori, che hanno individutato uno stretto legame tra variazioni genetiche e orologio biologico. "L'orologio biologico interno regola ogni aspetto della biologia umana e del nostro comportamento, come il picco delle performance cognitive, oppure il tempo in cui si preferisce dormire. Questo influenza ancora il momento in cui si possono verificare eventi di salute acuti come ictus oppure un attacco cardiaco", spiega uno degli autori, Andrew Lim, che con altri colleghi ha condotto delle ricerche su Alzheimer e Parkinson con l'obiettivo di sviluppare terapie personalizzate.
Gli studiosi hanno esaminato 1200 over 65 sani, studiandone il ritmo cardiaco, l'alternanza sonno-veglia regolata dall'orologio biologico di ognuno. Una modifica degli acidi nucleici, può fare la differenza. Chi possiede un nucleotidine adenina sul gene Periodo 1, il fattore che regola il ciclo sonno-veglia, si sveglia più probabilmente prima delle 7 del mattino, con una tendenza dell'ora della morte prima delle 11 di mattina. Dormono di più quelli in cui il gene è influenzato dalla vicinanza con un altro acido nucleico in gioco, la guanina e per questi soggetti invece l'orario della morte è risultato sempre successivo alle 18 del pomeriggio.