Il presidente dell'Associazione ticinese dei pensionati di Polizia: "È stato approfondito adeguatamente l'atteggiamento provocatorio che, a mio giudizio, ha caratterizzato il comportamento di diversi manifestanti?"

di François Valchera, presidente dell'Associazione ticinese dei pensionati di Polizia
Deploro fermamente quello che considero un accanimento giudiziario nei confronti dei due agenti di polizia intervenuti il 13 ottobre 2025 presso le scuole medie di Camignolo, nell'ambito del servizio di mantenimento dell'ordine pubblico.
La sicurezza dei cittadini è un bene primario, che deve essere garantito in ogni occasione. È un principio fondamentale che non dovrebbe mai essere dimenticato, soprattutto quando si è chiamati a valutare l'operato di chi, per professione, ha il compito di tutelare la collettività.
Gli agenti di polizia sono spesso chiamati a intervenire in situazioni delicate, nelle quali devono prendere decisioni immediate, confrontandosi con tensioni, provocazioni e circostanze che possono evolvere rapidamente. È importante che il loro operato venga valutato tenendo conto anche del contesto concreto nel quale si sono trovati ad agire.
Questo non significa naturalmente sottrarre gli agenti al rispetto delle leggi o ai necessari accertamenti giudiziari. Significa però riconoscere che il mantenimento dell'ordine pubblico è un compito difficile e che ogni intervento deve essere esaminato nella sua interezza, senza trascurare gli elementi che possono averne condizionato lo svolgimento.
A questo proposito, condivido le prese di posizione espresse dai colleghi pensionati Michele Sussigan e Giorgio Galusero, che hanno richiamato l'attenzione sulle difficoltà e sulle responsabilità di chi è chiamato a garantire la sicurezza pubblica.
Nel caso specifico di Camignolo, mi pongo inoltre alcune domande che ritengo legittime e meritevoli di una risposta.
Sono stati sentiti tutti i testimoni presenti quella sera? È stato approfondito adeguatamente l'atteggiamento provocatorio che, a mio giudizio, ha caratterizzato il comportamento di diversi manifestanti? E si è tenuto conto anche dello stato d'animo dei genitori che si trovavano sul posto, in attesa che i loro figli uscissero dalla palestra?
Mi chiedo, in particolare, se sia stata raccolta anche la testimonianza di quei genitori e se siano stati considerati gli eventuali timori che potevano provare di fronte alla situazione che si era creata.
Sono aspetti che, a mio avviso, non possono essere ignorati nella ricostruzione complessiva dei fatti.
La giustizia deve naturalmente fare il proprio corso, ma è altrettanto importante che ogni valutazione tenga conto di tutte le circostanze e delle testimonianze disponibili.
Chi indossa una divisa ha doveri e responsabilità precisi. Ma ha anche il diritto di vedere il proprio operato giudicato con equilibrio, considerando le difficoltà che accompagnano il compito di proteggere la sicurezza dei cittadini.
È questo il principio che, da ex appartenente alla polizia e da presidente dell'Associazione ticinese dei pensionati di Polizia, ritengo doveroso ribadire.