Il vicesindaco: "Non si tratta di un capriccio estetico, ma di un investimento che può diventare un vero volano per il rilancio turistico di Bellinzona"

di Fabio Käppeli *
Il 27 settembre le cittadine e i cittadini di Bellinzona sono chiamati a decidere sul futuro della “Fortezza”, il complesso di Castel Grande, Montebello, Sasso Corbaro, Murata e Cinta muraria che nel 2000 l'UNESCO ha inserito nella lista del Patrimonio mondiale dell'umanità. È l'unico esempio ancora esistente e visitabile in tutto l'arco alpino di architettura fortificata medievale di questo genere: un patrimonio che appartiene a tutti noi, ma che dobbiamo anche saper valorizzare.
Da 26 anni la nostra Città porta con orgoglio “il marchio” UNESCO, ma non abbiamo ancora saputo tradurlo in un'offerta museale e quindi culturale e turistica degna di questo riconoscimento. Anzi, diciamolo pure, in pochi hanno visto o ricordano la mostra permanente attuale, superata da decenni di tecnica espositiva e per nulla coinvolgente.
Il progetto in votazione serve esattamente a colmare questo divario: rinnovare gli allestimenti sul nostro passato, crearne uno sull’evoluzione dei Castelli nel tempo, aprire nuovi spazi, offrire un’esperienza immersiva sulla vita medievale all’interno della Murata, nonché migliorare i percorsi e l'accoglienza, anche attraverso lo studio di un sistema di risalita meccanizzato verso Montebello.
Non si tratta di un capriccio estetico, ma di un investimento che può diventare un vero volano per il rilancio turistico di Bellinzona, posizionandosi in modo complementare al resto dell'offerta cantonale, in particolare – con i musei – per la tanto evocata destagionalizzazione. Una Fortezza più viva e più ricca di contenuti significa più visitatori tutto l'anno, e quindi più indotto per alberghi, ristoranti e commerci del centro storico. Ma soprattutto, un bene più interessante e di cui andare ancora più fieri per noi bellinzonesi.
I numeri parlano chiaro: su un investimento complessivo di circa 19 milioni di franchi, la Città partecipa con “soli” 4,5 milioni a cui si aggiungono 3,5 milioni di contributo aggregativo. Il resto arriverebbe da Confederazione, Cantone e fondazioni private, e scusatemi se ci tengo a sottolineare che, di questi tempi, si tratta di un risultato per nulla facile da raggiungere. Sono risorse destinate a questo progetto: se non le utilizziamo ora, le perdiamo, mentre altre città svizzere e ticinesi stanno investendo decine di milioni sul proprio patrimonio culturale. Per Bellinzona è anche una questione di credibilità e di voler giocare un ruolo da protagonista nel panorama nazionale.
È altrettanto importante sgombrare il campo da alcuni equivoci. Non si vota sul nome: i Castelli continueranno a chiamarsi Castel Grande, Montebello e Sasso Corbaro, la Fortezza ne è semplicemente l'insieme. Il complesso rimane proprietà del Cantone: nulla viene venduto, nulla viene privatizzato. La Fondazione per una gestione condivisa? Un tema su cui il Consiglio comunale dovrà esprimersi in futuro per la sua eventuale costituzione. E la Corte interna di Castel Grande resterà accessibile gratuitamente per i Bellinzonesi.
Gli introiti portati dai visitatori grazie ai nuovi sistemi di accesso torneranno direttamente ai Castelli, finanziando mostre, animazioni ed eventi, con benefici anche per la popolazione, non solo per i turisti.
Bellinzona ha la fortuna di custodire un patrimonio unico. Sta a noi decidere se lasciarlo come oggi, sottoutilizzato rispetto al suo reale potenziale e finanziato solo dai contribuenti, o dargli finalmente la cura e la visibilità che merita, a beneficio dell'intera Città. Per queste ragioni, invitiamo a votare Sì al progetto di valorizzazione del patrimonio UNESCO di Bellinzona.
* Vicesindaco di Bellinzona, Capo dicastero Finanze, economia e sport