I militanti dell'associazione ambientalista hanno consegnato al sindaco di Lugano una mappatura di 1'700 tetti che potrebbero produrre energia fotovoltaica

LUGANO – Marco Borradori dacci il sole sui tetti! All’insegna dello slogan “Più sole sui tetti!”, alcuni attivisti di Greenpeace Ticino questa mattina hanno marcato su una piazzetta cittadina una simbolica superficie, “una come tante – dicono - che purtroppo non viene sfruttata (una superficie analoga a quella disponibile ad esempio sul tetto del municipio luganese); e poi consegnato in piazza della Riforma al sindaco Borradori una foto satellitare che sintetizza l’ipotetica produzione degli oltre 1’700 tetti censiti da Greenpeace nel Luganese”.
Il gruppo ambientalista chiede alla politica luganese e in particolare alle Aziende Industriali di Lugano (AIL), il cui direttore, Andrea Prati, era presente alla manifestazione di questa mattina, di sfruttare l’enorme potenziale e di promuovere maggiormente l’energia solare fotovoltaica: ampliando la campagna “Sole per tutti”, incentivando i privati a installare impianti solari attraverso un tariffario di acquisto dell’elettricità più vantaggioso, riducendo la burocrazia e facendo consulenza attiva.
Il gruppo regionale Greenpeace Ticino ha mostrato oggi i primi risultati ticinesi dell’offensiva solare lanciata nella primavera del 2013. In poco più di quattro mesi gli attivisti di Greenpeace, tramite una piattaforma web, si sono prodigati nel censire virtualmente i tetti di tutta la Svizzera per evidenziare il potenziale del solare fotovoltaico (www.offensivesolaire.ch). L’applicazione web, utilizzabile sia tramite un computer sia tramite smartphones e tablets, permette di individuare i tetti delle case svizzere, scegliendone il tipo, la superficie disponibile e l’inclinazione, e di avere in tempo reale una stima sulla produzione possibile.
I risultati per il Luganese – fa sapere Greenpeace - sono incoraggianti. Ben 1’700 tetti sono stati marcati finora per una produzione fotovoltaica annua complessiva che sfiora i 60 milioni di chilowattora, equivalente al consumo di almeno 10'000 economie domestiche, ovvero più del 5% della corrente complessiva distribuita dalle AIL sul loro territorio.