EVENTI, CULTURA, TERRITORIO
Pasolini, il triplice omaggio del LAC
In occasione del centenario della nascita dell’intellettuale friulano, tre importanti appuntamenti il 22 e 23 novembre: il “Calderón” firmato dal regista Fabio Condemi, una giornata di studi all’USI e l’incontro con la scrittrice Dacia Maraini

LUGANO - In occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, il 22 e 23 novembre il LAC rende omaggio allo scrittore friulano con tre appuntamenti: la messinscena del suo “Calderón”, firmata da Fabio Condemi, una giornata di studi in collaborazione con l’Università della Svizzera italiana e un incontro con la scrittrice Dacia Maraini, amica intima di Pasolini.

Il regista Condemi, premio Ubu per il teatro 2020/21, torna a incontrare Pier Paolo Pasolini – dopo “Bestia da stile” e “Questo è il tempo in cui attendo la grazia” – confrontandosi con “Calderón”, dramma in versi che, attraverso il sogno, interroga disperatamente la realtà. 

Scritto nel 1967 e pubblicato nel 1973, “Calderón” si ispira al capolavoro del grande tragediografo spagnolo seicentesco Pedro Calderón de la Barca, “La vita è sogno”. L’atmosfera, la trama e il contesto sono radicalmente diversi: siamo nella Spagna franchista degli anni ’60, tra tumulti rivoluzionari e logiche di potere che non sembrano lasciare altro spazio di libertà che nel sogno.

Quella di Pasolini è infatti una spietata e lucida radiografia del potere, del suo modo di rinnovarsi e restare antichissimo, dei suoi mutamenti e delle sue strategie. Un testo labirintico in cui coesistono molteplici piani e tracce in un continuo e ricchissimo gioco di incastri: il teatro di Bertolt Brecht nella rilettura di Roland Barthes; la pittura di Diego Velázquez e le idee sulla rappresentazione e sul rapporto tra teatro e spettatori esposte nel Manifesto per un nuovo teatro; la polemica contro “i competenti della nuova epoca che sta cominciando, [...] che sono così informati sul presente e sulle possibilità del futuro, che ritengono decrepite le esperienze fatte lo scorso anno: e non parliamo poi del linguaggio che le esprime!”.

I dialoghi platonici ne sono fonte drammaturgica, la psicanalisi freudiana e gli studi teologici sul corpo accompagnano e arricchiscono l’indagine sul sogno, inteso sia come prigione sia come utopia. Un lavoro intenso, in cui gli spettatori sono chiamati a interrogarsi su cosa significa essere nella storia, con i nostri corpi, le nostre opere, i nostri sogni.

Lo spettacolo è coprodotto da Emilia Romagna Teatro ERT/Teatro Nazionale e LAC Lugano Arte e Cultura, col supporto del programma “Europa Creativa” dell’Unione Europea nell’ambito del progetto internazionale Prospero Extended Theatre, di cui ERT è partner dal 2006 insieme a un’ampia rete di teatri europei. Nella stagione 23/24 lo spettacolo realizzerà un’importante tournée internazionale nei paesi che aderiscono al progetto; il regista Lucio Fiorentino realizzerà una versione filmica, disponibile sulla piattaforma prospero-theatre.tv.

L’appuntamento è presso la Sala Teatro, martedì 22 e mercoledì 23 novembre alle ore 20:30. Maggiori informazioni sono disponibili al link 

 

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