Il testo che il presidente del Governo ha scritto per la newsletter del Comune: "Qui il concetto di frontiera è vissuto ogni giorno. Significa relazioni e scambi, ma anche responsabilità concreta nel garantire qualità di vita alla popolazione"

di Norman Gobbi *
C’è un passaggio del romanzo “Addio alle armi” di Ernest Hemingway che racconta una traversata notturna sul Lago Maggiore verso la Svizzera. Una fuga, certo, ma anche una ricerca di un luogo più sicuro, di una tregua. È un’immagine che descrive bene il significato di questo territorio: luogo di passaggio, ma anche di approdo.
Non è un caso che il Consiglio di Stato abbia scelto Brissago per la sua seduta extra muros. È una porta d’ingresso verso la Svizzera che riflette in modo concreto le sfide e le opportunità del nostro Cantone. Qui il concetto di frontiera è vissuto ogni giorno. Significa relazioni e scambi, ma anche responsabilità concreta nel garantire qualità di vita alla popolazione.
Per la sua posizione geografica, Brissago è una realtà fortemente orientata al turismo. Lungo le vie del paese o sul lungolago si intrecciano lingue e identità diverse. Dal dialetto locale, unico nel panorama linguistico locarnese, allo Schwiizerdütsch. Un territorio che ha saputo parlare oltre Gottardo anche grazie a figure iconiche come l’artista Nella Martinetti, nata proprio qui e capace di portare l’anima ticinese nel mondo culturale svizzero-tedesco e conquistarlo.
Questa apertura non ha però fatto perdere le radici. Al contrario, Brissago ha saputo mantenere un legame solido con la propria identità e con la propria storia. È su questo equilibrio che si innestano le riflessioni sull’aggregazione tra Brissago e Ronco sopra Ascona. In un contesto sempre più competitivo, la capacità di fare squadra diventa un elemento necessario per gestire al meglio e valorizzare servizi, sviluppo e attrattività del territorio.
Brissago racchiude inoltre una storia nata nel lontano 1848 fatta di competenze, di gesti tramandati, di persone che nel tempo hanno costruito un sapere riconosciuto ben oltre i confini cantonali. Mi riferisco alla celebre fabbrica di sigari, una realtà che va ben oltre l’economia. Il sigaro, per chi lo conosce, non è solo un prodotto: è tempo, è misura, è attenzione. Richiede calma, qualità, rispetto dei processi. In un’epoca che corre veloce, è un richiamo concreto alla riflessione. Un messaggio che vale anche per l’azione dello Stato: costruire con pazienza, mantenere coerenza, guardare lontano. E lo dico da fumatore di sigari.
Oggi, come allora, il compito delle istituzioni è chiaro: creare condizioni quadro che permettano al Ticino di essere un Cantone solido, attrattivo e con una forte coesione. La seduta extra muros a Brissago vuole essere il segnale concreto di un Governo vicino alla gente e ai Comuni. Perché è proprio partendo da territori come questo che si costruisce un Ticino forte, consapevole della propria identità e capace di affrontare le sfide future.
Come nel racconto di Hemingway, il Lago Maggiore non è solo un confine da attraversare, ma una linea tra incertezza e sicurezza. Ogni tempo ha le sue traversate. Oggi il Cantone Ticino è chiamato ad affrontarne una impegnativa, mantenendo la rotta e il senso della misura. Perché è proprio da questo equilibrio che dipende la solidità del nostro approdo.
A nome del Consiglio di Stato, un caloroso ringraziamento alla cittadinanza e alle autorità di Brissago per la vostra gradita e calorosa accoglienza.
* Presidente del Consiglio di Stato