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"L'istituzione non può essere danneggiata". Dopo il clamore suscitato, martedì, dalla notizia della cancellazione del suo titolo di dottorato per plagio, la ministra tedesca dell'Istruzione e della Ricerca, Annette Schavan, ha ceduto alla pressione della stampa e delle opposizioni e ha deciso di fare un passo indietro.
Con la cancelliera Angela Merkel "profondamente dispiaciuta" al suo fianco, stamani a Berlino Schavan ha ribadito la sua verità. "Non ho né copiato, né imbrogliato con la mia tesi di dottorato" e "farò ricorso" contro la decisione dell'università di Duesseldorf, il cui consiglio scientifico quattro giorni fa ha votato per la cancellazione del titolo da lei ottenuto a soli 25 anni nel 1980, ormai 33 anni fa. È la stessa ex ministra a riassumere in poche parole la vicenda, molto simile a quella che nel 2011 costò il posto al suo ex collega Karl-Theodor zu Guttenberg, allora ministro della Difesa. "Il 2 maggio dello scorso anno sono state pubblicate (su internet) accuse anonime di plagio". Schavan ha chiesto "lo stesso giorno al rettore dell'università di Duesseldorf di verificare quelle accuse", con l'esito ormai noto.
Con le dimissioni di Schavan il governo, ha aggiunto Merkel, "perde la politica più nota e competente nel campo dell'istruzione". La 57enne - una delle personalità politiche più fidate della cancelliera, cui la lega anche una profonda amicizia - guidava il dicastero dell'Istruzione e della Ricerca dal 2005. Mai nessuno era stato a capo di quel ministero tanto a lungo. Prima di assumere l'incarico a livello nazionale, la politica cristianodemocratica aveva governato a livello locale per dieci anni, come ministra della Cultura del Land del Baden-Wuertemberg.