Servono "sanzioni penali più dure" e che siano "dissuasive e appropriate" in caso di frode alimentare. Lo afferma il commissario europeo della salute e dei consumatori Tonio Borg dopo una sessione dedicata allo scandalo della carne di cavallo al Consiglio europeo dell'agricoltura.
"Pene più rigide hanno un effetto dissuasivo - ha detto Borg - spero che l'esperienza di questo scandalo persuaderà gli Stati membri a imporre sanzioni più dure, inclusa la sospensione della licenza per operazioni che violano le norme dell'Ue".
L'estendersi dello scandalo "resta una questione solo di frode" dovuta alla violazione delle norme sull'etichettatura dei cibi, e "non un problema sanitario o di sicurezza alimentare", ha aggiunto il commissario.
Borg ha pure indicato che la Commissione europea, su richiesta degli stati membri, ha deciso di anticipare "all'estate o all'inizio dell'autunno" la presentazione del rapporto, previsto per fine anno, sull'etichettatura della carne lavorata e dei prodotti che la contengono.
Il commissario sta pensando di proporre anche "controlli obbligatori" e "piani di monitoraggio" sui prodotti alimentari, in quanto ora, compresi quelli che sono stati decisi la scorsa settimana e che sono ora in corso di svolgimento, sono solo "raccomandazioni" che gli stati membri sono invitati - ma non costretti - a seguire. L'attuale legislazione europea, infatti, non dà questo potere alla Commissione.
Quanto all'etichettatura d'origine, Bruxelles dovrà tenere conto di "tutta una serie di difficoltà", ha spiegato Borg, come il caso in cui la carne venga preparata in un paese ma di provenienza magari da due altri paesi diversi, ma anche dei conseguenti aggravi dei costi per le imprese e gli eventuali rischi di infrangere le norme internazionali del commercio ed evitare misure che possano essere accusate di protezionismo.