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CF: sviluppo di Schengen, ripercussioni positive per la Svizzera
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Gli sviluppi dell’acquis di Schengen hanno contribuito a garantire la sicurezza interna della Svizzera, senza mettere in discussione la democrazia diretta e il federalismo. È quanto afferma il Consiglio federale in un rapporto adottato oggi. La maggior parte degli adeguamenti non ha avuto alcun impatto finanziario, precisa il testo.

Il rapporto - redatto in adempimento ad un postulato del 2010 - tiene conto di tutti gli adeguamenti alle norme europee adottati dalla Svizzera tra la firma dell'Accordo di Schengen, nell'ottobre del 2004, e il 31 marzo di quest'anno. Precisa anche le spese supplementari indotte dallo sviluppo di Schengen (sono esclusi invece i costi della cooperazione Schengen in sé e le conseguenze dell'accordo di Dublino).

In tutto vi sono stati 144 adeguamenti dell’acquis di Schengen, di cui quasi l'85% di natura tecnica. Solo in un caso su sei è stato necessario sottoporre la questione all'esame del Parlamento e rivedere generalmente anche una legge o un'ordinanza federale.

Nel settore della sicurezza interna, gli adeguamenti sono serviti soprattutto a consolidare e precisare le norme esistenti e hanno contribuito a migliorare la situazione per la Svizzera, afferma il rapporto. Per quanto riguarda il "controllo delle frontiere" è stato sviluppato soprattutto il supporto agli stati che devono sorvegliare le frontiere esterne dello spazio Schengen.

Negli ambiti della "cooperazione in materia di visti" e della "migrazione" sono stati adottati vari strumenti (come passaporti biometrici, armonizzazione delle procedure di rimpatrio) per lottare contro la migrazione clandestina che hanno indotto effetti positivi anche sulla sicurezza interna. Il rapporto cita anche il miglioramento dello scambio di informazioni di polizia e la modernizzazione del Sistema d’informazione Schengen (SIS).

Il testo sottolinea che il 93 % degli adeguamenti non ha avuto conseguenze finanziarie. In totale le spese supplementari causati da tali adattamenti ammontano a 12,81 milioni di franchi l'anno e la quasi totalità, ovvero 12,17 milioni, riguarda il Fondo per le frontiere esterne e la partecipazione all'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne (FRONTEX). "Ambedue gli strumenti contribuiscono in modo importante alla sicurezza dell’insieme dello spazio Schengen, e dunque anche a quella della Svizzera".

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