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CN: "sì" a risanamento acustico ferrovie

La emissioni acustiche della ferrovia dovranno essere drasticamente ridotte entro il 2020. Tutti i 186 consiglieri nazionali presenti oggi in Parlamento hanno infatti approvato, senza modificarlo in alcun punto, un progetto del Consiglio federale che intende, tra le altre cose, vietare il transito dei vagoni merci ancora dotati dei ceppi frenanti in ghisa, molto rumorosi.

La revisione della Legge federale concernente il risanamento fonico delle ferrovie si giustifica poiché l'obiettivo di proteggere dal rumore i due terzi delle persone coinvolte non è ancora stato raggiunto. Ciò è in parte dovuto al fatto che il 30% dei vagoni merci che percorrono la rete ferroviaria svizzera sono immatricolati all'estero, ha spiegato Viola Amherd (PPD/VS) a nome della commissione.

Con le proposte del governo si potranno proteggere le orecchie di 50'000 persone supplementari, ha dichiarato Amherd. Il principale provvedimento del pacchetto consiste nell'introduzione nel 2020 di nuovi valori limite di emissioni foniche che vieteranno, di fatto, il transito in Svizzera di vagoni dotati di vecchi freni in ghisa.

Una minoranza, guidata da Edith Graf-Litscher (PS/TG), avrebbe voluto anticipare tale scadenza al 2017. A fine 2016 verrà aperta la galleria di base del San Gottardo, infrastruttura che per la Svizzera rappresenta un investimento importante; si può dunque ragionevolmente chiedere ai partner europei di anticipare di tre anni il risanamento sonoro dei vagoni, ha spiegato la turgoviese.

Per la consigliera federale Doris Leuthard, non è però giusto legare questa scadenza al progetto Alptransit; bisogna invece chiedersi se questo termine sia realistico. Per la ministra dei trasporti la risposta è chiaramente "no": "non è semplicemente possibile anticipare il termine poiché non ci sono sufficienti officine ferroviarie che possano fare questo lavoro entro il 2017", ha dichiarato. Bisogna lasciare il tempo necessario alle imprese per adattarsi, ha poi aggiunto Martin Candinas (PPD/GR).

Leuthard ha poi spiegato che non si può agire da soli e che bisogna quindi anche guardare quanto succede al di fuori dalle confini nazionali. Per questa ragione è anche stata respinta la proposta di non lasciare facoltà al governo di rinviare di due anni la scadenza, se motivi importanti lo richiedono.

Durante il dibattito è anche stata respinta una proposta di Thomas Hardegger (PS/ZH) che mirava a ridurre il rumore dei movimenti di manovra in particolare. Questi carichi sonori avvengono prevalentemente di notte, per esempio nelle stazioni di smistamento nelle fasi di aggancio dei vagoni, ha spiegato lo zurighese.

Leuthard, invitando i deputati a respingere la proposta, ha spiegato che, se si considera l'insieme delle emissioni foniche di tutta la rete, quelle provenienti dai movimenti di manovra rappresentano solo una piccola parte del problema. Per risolverlo, inoltre, si può fare capo alle misure già previste senza introdurre nella legge una menzione esplicita.

I deputati hanno anche respinto una seconda proposta di Hardegger che voleva aumentare di 300 milioni il credito d'impegno destinato al risanamento fonico delle ferrovie. La maggioranza ha seguito le argomentazioni della sua commissione che, per bocca di Viola Amherd, ha ricordato come amministrazione federale e governo abbiano dimostrato che questa somma (1,515 miliardi di franchi) sia più che sufficiente a realizzare tutte le misure proposte.

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