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Nigeria: strage fedeli in moschea e in villaggio, 56 morti
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Domenica di sangue in Nigeria. Durante la preghiera dell'alba in una moschea a Kondunga, nel nord est del Paese, 44 fedeli sono stati freddati a bruciapelo e 26 feriti da un gruppo di uomini armati che hanno sparato a raffica su chi stava pregando. Qualche ora prima, poco lontano, nel villaggio di Ngom, vicino a Maiduguri capitale dello stato di Borno, in un analogo attacco, altre dodici persone sono state uccise nelle loro case.

Non è ancora chiara la matrice dell'agguato nella moschea che non è stato rivendicato da alcun gruppo. Ma i sospetti ricadono sui militanti islamici della setta estremista Boko Haram.

Così ha fatto intendere un portavoce governativo che ha voluto mantenere l'anonimato e che ritiene possa trattarsi di un'azione di rappresaglia in risposta ai gruppi di vigilanza creati dai cittadini per aiutare l'esercito a combattere gli estremisti islamici che vogliono rovesciare il governo di Abuja e creare uno stato islamico del nord della Nigeria.

Dal maggio scorso, in tre stati del nordest (Yobe, Borno e Adamawavige) il presidente Goodluck Jonathan ha proclamato lo stato emergenza e l'esercito governativo ha avviato una caccia senza tregua agli estremisti di Boko Haram.

Secondo testimoni citati dal Washington Post gli autori dell'attacco indossavano divise militari che potrebbero essere state rubate durante un assalto ad una base dell'esercito nigeriano. Un escamotage al quale gli estremisti hanno fatto ricorso più volte in passato. Obiettivo dell'offensiva, spiegano i militari nigeriani, sono "tutte le basi di Boko Haram".

Dal 2009 Boko Haram - setta jihadista fondata nel 2001 con lo scopo di cacciare i cristiani dal nord della Nigeria, dove i musulmani sono la maggioranza, e di instaurarvi un regime fondato sulla rigida applicazione della sharia - ha ucciso migliaia di persone nel nord del Paese. Boko Haram, che nella locale lingua Hausa vuol dire "cultura occidentale è peccato", vanta legami con al Qaida.

Proprio ieri, in un video ottenuto dalla France Presse, il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau - oltre a smentire di essere stato ucciso durante la poderosa offensiva militare lanciata dal governo di Abuja per distruggere la setta fondamentalista islamica - ha rivendicato i recenti sanguinosi attacchi contro le forze di sicurezza nel nord-est nigeriano.

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