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Il Consiglio nazionale, con 98 voti contro 83 e sei astensioni, ha rinviato al governo il progetto di legge concernente la vigilanza sugli assicuratori malattia. Il testo, adottato dagli Stati in primavera, permetterebbe di regolare eventuali casi futuri di premi pagati in eccesso in determinati Cantoni.
Per la maggioranza dei deputati - la destra con la parziale eccezione dei Verdi liberali (PVL) e del PPD - una nuova norma regolerebbe in modo eccessivo il settore. Sul rinvio deve ora decidere la Camera dei Cantoni, ma affinché la decisione sia definitiva basta che il Nazionale confermi il voto odierno in seconda lettura.
Questo progetto di Legge concernente la vigilanza sull'assicurazione sociale contro le malattie (LVAMal) non tratta il problema dei premi pagati in eccesso in passato. A questo proposito il Consiglio degli Stati ha approvato un compromesso che prevede di rimborsare in un periodo di tre anni 800 milioni degli 1,7 miliardi di franchi pagati di troppo dagli assicurati di alcuni cantoni, tra cui il Ticino.
Tra i due dossier vi è comunque un nesso, ossia gli anni di riferimento per determinare chi ha pagato in eccesso e chi troppo poco. Il legame tra le due norme è stato voluto dai "senatori", ha detto il consigliere federale Alain Berset.
La Camera dei Cantoni ha infatti deciso di iniziare i calcoli nel 1996 e di tenere conto di tutti gli anni fino all'entrata in vigore della LVAMal. Con il rinvio al governo di oggi, il regolamento della vertenza dei premi pagati in eccesso in passato rischia dunque di essere "rimandata alle calende greche", ha detto Christian van Singer (Verdi/VD).
Ignazio Cassis (TI), che ha sottolineato di non esprimersi quale presidente dell'associazione di casse malattia Curafutura ma esclusivamente a nome del gruppo PLR, ha però affermato che la commissione preparatoria del Nazionale ha "tolto questo vincolo".
Non ha convinto il fronte rosso-verde, tra cui Marina Carobbio Guscetti (PS/TI), che gli ha chiesto "come spiegherà la sua decisione di rinvio ai ticinesi che da tempo attendono la restituzione dei premi pagati ingiustamente di troppo".
Concludendo il dibattito, iniziato ieri e terminato stamani e in cui i premi pagati in eccesso in passato hanno occupato uno spazio preponderante, il ministro della sanità Berset ha affermato che il rinvio del dossier causerà in ogni caso un ritardo nel rimborso.
Pur essendo entrata in materia sulla nuova legge con 132 voti contro 46 e otto astensioni, la maggioranza del Nazionale ha deciso il rinvio al governo sostenendo che una normativa separata porterebbe a un'eccessiva regolamentazione e a troppa burocrazia. "Vogliamo che l'azione di vigilanza dello Stato sia autorevole, trasparente, lineare e soprattutto efficace", ha detto Cassis, aggiungendo che la LVAMal genera "nuova burocrazia da finanziare con l'aumento dei premi".
Il progetto limita la libertà imprenditoriale, ha dal canto suo affermato Lorenz Hess (PBD/BE). Bisognerebbe prima di tutto applicare alla lettera il diritto vigente, ha aggiunto Ruth Humbel (PPD/AG), accusando la mancanza di volontà dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). L'amministrazione "deve fare bene il suo lavoro", le ha fatto eco Toni Bortoluzzi (UDC/ZH).
Berset ha fermamente respinto queste critiche. La legge attuale non offre alcuna competenza all'UFSP di bocciare premi manifestamente troppo elevati, ha detto. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) nel 2009 ha bacchettato l'amministrazione che non intendeva approvare premi troppo onerosi.
Il consigliere federale ha ottenuto il sostegno della sinistra. L'assicurazione di base oggi è controllata meno delle complementari, hanno sostenuto Carobbio Guscetti e Jacqueline Fehr (PS/ZH).
Il Nazionale ha incaricato il governo di integrare determinati aspetti della LVAMal, che intendeva conferire all'UFSP maggiori competenze di vigilanza sulle casse malattia, nella Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal).
Ma alcune questioni non troveranno posto nella revisione della LAMal, come un inasprimento della vigilanza sui gruppi di assicurazioni. Il governo intendeva poter verificare i flussi finanziari tra casse dello stesso gruppo. Anche le misure relative alla gestione d'impresa, come la pubblicazione dei salari dei manager, non sono esplicitamente menzionate nel rinvio al governo.