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Fondi iracheni confiscati: Berna si oppone
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La Svizzera impugna presso la Grande Camera della Corte europea dei diritti umani una sentenza che condanna la Confederazione in relazione alla confisca di beni riconducibili a un ex responsabile delle finanze dei servizi segreti iracheni sotto Saddam Hussein.

La richiesta di rinvio alla Camera sarà presentata entro il 26 febbraio, ha indicato oggi il portavoce dell'Ufficio federale di giustizia Folco Galli, confermando rivelazioni della "Neue Zürcher Zeitung".

Il nome dell'iracheno, nel frattempo divenuto cittadino giordano, era finito sulle liste allestite dal Comitato delle sanzioni dell'ONU dopo l'invasione del Kuwait e nel 2006 il Dipartimento federale dell'economia aveva ordinato la confisca dei suoi beni.

Nello scorso novembre, sconfessando il Tribunale federale, la Corte europea aveva stabilito che in questa vicenda la Svizzera ha avuto torto nel rifiutare un controllo giudiziario sul sequestro dei fondi, come richiesto dall'iracheno, affermando che le persone e le entità interessate devono essere autorizzate "a chiedere l'esame da parte di tribunali nazionali di ogni misura presa in applicazione del regime delle sanzioni".

In tal modo la Confederazione, secondo i giudici di Strasburgo, ha violato l'articolo 6 della Convenzione europea dei diritti umani, che garantisce appunto l'accesso ai tribunali.

Il Tribunale federale era invece giunto alla conclusione che la Svizzera non poteva in quell'occasione controllare la validità delle decisioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU e doveva quindi attenersi in modo rigido alle misure istituite dal Comitato delle sanzioni.

"Ci interessa ora sapere, ha spiegato Folco Galli, quale dei due impegni internazionali, incompatibili, debba primeggiare in caso di vertenze. La risoluzione adottata dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, che esclude qualsiasi controllo giudiziario delle sanzioni, oppure la procedura corretta, che reclama tali controlli". Bisogna in altri termini stabilire se siano prioritarie le sanzioni dell'ONU, oppure i diritti fondamentali.

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