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BE: Gruppo Ammann, autorità fiscale vuole più chiarimenti
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Il Dipartimento cantonale bernese delle finanze vuole riesaminare più a fondo la tassazione del gruppo industriale Ammann, finito sotto accusa a fine gennaio per aver "parcheggiato" denaro in paradisi fiscali in modo da pagare meno imposte quando era diretto dall'attuale consigliere federale Johann Schneider-Ammann. Le autorità fiscali bernesi hanno ora chiesto ufficialmente l'appoggio dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) per stabilire se la pratica bernese sulle società offshore sia conforme alle leggi svizzere.

Ieri sera la rubrica informativa "Rundschau" della tv svizzero tedesca SRF ha avanzato critiche sull'operato delle autorità cantonali. Esse hanno ora pregato ufficialmente l'AFC di aiutarle a chiarire alcune questioni ancora aperte e di contribuire alla valutazione di diritto fiscale del dossier del gruppo Ammann, attivo nella fabbricazione di macchinari per la costruzione e appartenente alla famiglia del ministro dell'economia.

Durante la sessione parlamentare cantonale appena conclusa, è inoltre stata avanzata una richiesta di accertamento dell'imponibile dell'azienda di Langentahl (BE), riferisce oggi la Direzione delle finanze. L'esame riguarderebbe fondi depositati in noti paradisi fiscali (isola di Jersey e Lussemburgo) per pagare meno imposte.

Dato l'interesse mediatico e politico del dossier fiscale sembra opportuno che la Confederazione e il Cantone abbiano una chiara e univoca opinione in merito alla questione, sottolinea la Direzione delle finanze, la quale auspica che tutto sia condotto in modo corretto dal punto di vista procedurale.

In febbraio la Commissione delle finanze del parlamento cantonale bernese aveva rinunciato ad ulteriori chiarimenti sulle controverse pratiche di ottimizzazione fiscale del Gruppo Ammann, ritenendo che nulla facesse supporre un comportamento illegale da parte dell'azienda. La commissione intendeva però verificare se la prassi attuale del Canton Berna in fatto di società offshore sia conforme alle basi legali e alle prassi svizzere.

In luglio la stessa commissione parlamentare intendeva archiviare la questione per "mancanza di cooperazione" da parte dell'AFC. Quest'ultima ha detto che l'indagine auspicata va oltre le sue possibilità e non è prevista in nessuna disposizione legale. Essa non è di sua competenza, ma delle autorità di controllo cantonali. Ora le autorità fiscali bernesi hanno richiesto ufficialmente la collaborazione dell'AFC.

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