ELEZIONI FEDERALI 2019
La Lega esulta e punzecchia PPD-PLR. "Non si possono unire il diavolo e l'acqua santa"
"Hanno vinto le vere alleanze", scrivono da via Monte Boglia. “Marco Chiesa sarà in grado di interpretare pienamente i postulati cari alla Lega dei Ticinesi, permettendo all’UDC nazionale di confermarsi primo partito svizzero"

LUGANO – La Lega gioisce e saluta “con entusiasmo l’elezione di Marco Chiesa al Consiglio degli Stati. La coalizione programmatica Lega-UDC porta a casa quindi un grande risultato, confermando che la maggioranza delle cittadine e dei cittadini ticinesi si schiera a favore della sovranità della Svizzera contro gli attacchi di chi vorrebbe svendere l’identità e le tradizioni del nostro Paese. Una conferma di quanto il nostro movimento ha sempre sostenuto in questi 30 anni di attività politica”, si legge in una nota, dove ovviamente il riferimento è alla congiunzione tra PPD e PLR.

“A uscire vincitore da questo turno di ballottaggio è il Ticino concreto, che ascolta i veri bisogni dei suoi cittadini”, prosegue la nota, che poi attacca: “l’alleanza PLR/PPD nata solo per mero calcolo elettorale è stata sonoramente sconfessata dagli stessi elettori vicini ai due partiti. Questo vuol dire che non si può unire il diavolo e l’acqua santa e che le congiunzioni elettorali vanno fatte quando la storia, i programmi elettorali e gli uomini hanno una vicinanza effettiva e non solo inventata sulla carta a pochi mesi da un appuntamento elettorale. Da questo punto di vista la congiunzione Lega/UDC oggi ha dimostrato tutta la sua forza, già mostrata nel mese di aprile e in precedenti tornate elettorali a livello comunale, cantonale e federale”.

Infine, la gioia: “Marco Chiesa sarà in grado di interpretare pienamente i postulati cari alla Lega dei Ticinesi, permettendo all’UDC nazionale di confermarsi primo partito svizzero. Nello stesso tempo tutte le cassandre che nelle passate settimane avevano sparato contro la Lega e la sua strategia elettorale sono state servite: la Lega c’è!”

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