L'appello lanciato da Liberatv al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio sta raccogliendo ampie adesioni. Ma ora bisogna intensificare gli sforzi per farsi ascoltare: abbiamo bisogno di voi!

LUGANO - Sono centinaia le firme raccolte in un solo giorno dall'appello di Liberatv.ch "Giù le mani dal lavoro", indirizzato al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio. Un flusso imponente e ininterrotto di adesioni intasa felicemente la nostra e-mail da 24 ore. Cittadini da ogni luogo del Cantone, di ogni area politica e di ogni età, stanno sostenendo la nostra iniziativa in un numero francamente inatteso. Grazie, prima di tutto!
Donne, uomini, giovani e meno giovani, hanno voluto metterci la firma per dire che così non si può più andare avanti! Alcuni di voi avrebbero voluto ma non ci sono riusciti a causa di alcuni problemi tecnici di compatibilità tra il formulario di adesione e alcune versioni di Explorer e Safari, in particolari. A tutti coloro che hanno riscontrato dei problemi tecnici rinnoviamo l'invito a inviate una mail a info@liberatv.ch indicando nell'oggetto "petizione" e scrivendo nome, cognome e comune di residenza.
Adesso però bisogna continuare così per arrivare al più alto traguardo di firme possibili. Solo in questo modo potremo ottenere il giusto ascolto dall'autorità politica quando consegneremo l'appello e le firme. Chiediamo dunque a chi non ha ancora firmato di farlo subito e poi, insieme a quelli che già hanno aderito, di impegnarsi concretamente a raccogliere altre adesioni. Basta poco: un invito via e-mail ai propri contatti, una condivisione sulla propria bacheca Facebook e su quella degli amici, una diffusione via twitter. Abbiamo bisogno di voi!
Grazie al vostro sostengo stiamo cominciando a ricreare quel senso di comunità che abbiamo smarrito e che è il primo passo per tirarci fuori da questa grave crisi sociale ed economica. Alcuni dei firmatari, accanto alla loro adesione, ci hanno raccontato la loro storia di disperazione e il loro senso di disillusione verso il futuro. È un nostro dovere stare vicini a questi nostri concittadini e sostenerli con un piccolo gesto come firmare questa petizione e farla firmare (modulo in fondo all'articolo).
Agli eletti in Consiglio di Stato e in Gran Consiglio abbiamo fatto quattro richieste per intervenire (subito!) contro il grave degrado che sta vivendo il mercato del lavoro in Ticino (Leggi il testo completo dell'appello).
Queste:
- Vi invitiamo innanzitutto a fare pressione sul Governo federale affinché a fine aprile faccia scattare la clausola di salvaguardia che permette di contingentare il numero dei cittadini europei che lavorano in Svizzera. Si tratta di una misura prevista dagli accordi bilaterali che può essere introdotta qualora venga superata una soglia prestabilita. Soglia che è stata superata. Anche se questa misura non andrà a incidere sul numero di frontalieri si tratta di un primo segnale politico importante sia verso Bruxelles, sia verso il Paese e le regioni, come il Ticino, che più soffrono dei problemi occupazionali.
- Vi esortiamo a investire ogni energia e con la massima urgenza in questa emergenza economica e sociale, sfruttando tutti i possibili spazi di autonomia e di indipendenza, e rivendicandoli con forza ove non vi fossero.
- Vi chiediamo, a brevissimo termine, un piano di misure e di interventi concreti e urgenti a salvaguardia dell’occupazione e dell’economia ticinese: per i lavoratori e per quelle aziende che, con fatica e responsabilità sociale, creano benessere in Ticino. Comprese misure e interventi che frenino e scoraggino chi, irresponsabilmente, abusa della libera circolazione per meri scopi di lucro.
- Vi incoraggiamo, sempre in ambito di libera circolazione delle persone, ad adottare senza remore provvedimenti concreti a difesa del nostro mercato del lavoro. Comprese misure di disobbedienza civile e istituzionale, sia verso la Confederazione sia verso l’Europa.
Giù le mani dal lavoro!
Dipende da noi, facciamolo subito!