FEDERALI 2023
In 700 alla "gnoccata" di Regazzi. E il post di Vicky Mantegazza. Ticket sotto traccia con Chiesa? Fotogallery
Il Padiglione delle feste di Pregassona preso d'assalto come ai tempi del Nano. La presidente dell'HCL: “Il voto bianconero DOC per la politica federale”

PREGASSONA - Iniziamo dai numeri. “Avevo preventivato un minimo di duecento persone. Non raggiungerlo sarebbe stato senza dubbio un flop. Avevo sperato in cuor mio che ne sarebbero venute almeno quattrocento, e l’avrei considerato un grande risultato. Ma settecento no, non mi sarei mai immaginato un risultato del genere”.

La “gnoccata” di Fabio Regazzi, ieri sera a Pregassona, è stata un successo clamoroso. Sembrava una delle feste della Lega ai tempi del Nano, quando nel Padiglione delle feste riuscivi a mala pena a entrare, tanta gente c’era dentro.

Saranno stati gli gnocchi gratis? “Chissà, forse – dice il consigliere nazionale del Centro in corsa per gli Stati -… Ma al ballottaggio del 19 novembre non basterà contare le presenze. Più che gli gnocchi bisognerà contare i voti”.

Ieri sera a Pregassona c’era gente di ogni tipo, amici, simpatizzanti, politici di vario rango, i vertici del Centro guidati da Fiorenzo Dadò e dal ministro Raffaele De Rosa… E c’erano anche altri due candidati al ballottaggio: il senatore uscente Marco Chiesa e Amalia Mirante.

Infiltrati? “Assolutamente no, anzi, benvenuti – racconta Regazzi -. Entrambi mi hanno chiesto se potevano passare per un saluto e io ho risposto assolutamente sì, vi aspetto con piacere”.

A proposito di Chiesa, non può sfuggire alla cronaca la foto scattata sul palco di Pregassona e pubblicata su Instagram dalla presidente dell’Hockey Club Lugano Vicky Mantegazza, con Chiesa alla sua sinistra e Regazzi alla sua destra. Titolo del post: “Il voto bianconero DOC per la politica federale”. E poi il testo: “Non mi sono mai esposta politicamente ma voglio farlo oggi per due amici. Il fatto che abbiano una fede bianconera aiuta ma, per primo, sono due persone che amano il Ticino, la Svizzera, e che hanno dei principi umani molto marcati e un’ottima capacità imprenditoriale. A Berna sicuramente possono portare tutto il loro valore”.

Aria di “ticket”, quantomeno sotto traccia?

“Guardi, si può pensare di tutto - risponde Regazzi -. Ma io a queste tattiche elettorali non credo più. Ho la sensazione che gli elettori oggi non seguano più le indicazioni delle segreterie dei partiti e votino con la propria testa. Che poi tra alcuni candidati ci siano affinità politiche è un altro discorso, il che non vuol dire, ovviamente, essere d’accordo su tutto. Io comunque faccio la mia corsa per gli Stati. Se ha funzionato al primo turno spero possa funzionare anche al secondo”.

Diciamo però che il post di Vicky Mantegazza va al di là delle raccomandazioni di partito. Il ticket, in questo caso, l’ha fatto lei.

Ultima nota sull’organizzazione della festa di ieri, che ha visto tra i protagonisti l’ex ministro Paolo Beltraminelli, presidente della sezione luganese del Centro. “Ho rivisto il Beltra tonico e dinamico dei bei tempi. Ha mosso mari e monti e non posso che ringraziarlo”, conclude Regazzi.

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