L’idea è buona, il risultato apprezzabile, ma bisogna lavorarci, come è del tutto normale per una nuova trasmissione. E fortunatamente ci sono il tempo, le risorse e le qualità per farlo. Oltre che la tranquillità fornita dai dati d’ascolto che consente di correggere con scelte non dettate dall’ansia da prestazione (ma non intervenire cullandosi nel riscontro del pubblico sarebbe un peccato capitale…)
Il direttore della RSI interviene su Facebook facendo le pulci alle proposte dei promotori della No Billag: " Non ci sono piani B possibili, non ci sono alternative. Si deve scegliere tra un sistema che funziona e un salto nel vuoto"
Da qualche settimana in redazione sono giunte segnalazioni di aziende preoccupate. In particolare per via di una clausola di salvaguardia legata all’iniziativa, apposta sia nel rinnovo che nei nuovi contratti
Il conduttore torna a parlare dell'iniziativa che punta all'abolizione del canone: "Non so se sono deluso o semplicemente amareggiato, non so se le strumentalizzazioni e i vari attacchi che leggo sui blog (e dintorni) fanno davvero parte di quel cantone che adoro, o se semplicemente “diventando grandi” è normale che questo accada"
Il direttore della RSI esulta per i risultati della radiotelevisione pubblica e dà qualche pizzicotto polemico al direttore del Mattino: "Quando vedo gli occhi felici del pubblico, sono felice perché collaboratori e collaboratrici della RSI hanno contribuito a dare un lampo di felicità alla gente. Anche questo è un compito del servizio pubblico. I promotori della No Billag vogliono cancellare questa felicità"
Intervista a tutto campo (ma non solo...) al conduttore che sabato in prima serata esordirà con un nuovo programma di intrattenimento: "Mi sento un po’ come quegli artificieri dei film che devono tagliare un cavo per non fare esplodere la bomba. Spero di tagliare quello giusto. Sai, è un periodo un po' delicato per noi..."
Questa sera su Teleticino è andato in onda il primo confronto televisivo tra favorevoli e contrari alla No Billag. Sull'eventuale chiusura della SSR e sul piano b dialogo fra sordi. E tra Canetta e Quadri solo qualche piccola scintilla: peccato...
Domani il Comitato si presenterà tramite un comunicato stampa dove verranno resi noti i membri e le motivazioni a sostegno del sì. I fautori dell’iniziativa puntano molto sul “piano b” presentato ieri dall’Unione arti e mestieri (USAM)
Il sindacalista e deputato PPD: "Anche da un punto di vista sindacale la stessa RSI non è esente da difetti, a partire dai numerosi posti a tempo parziale e/o determinato che sfiorano il precariato. Certamente la gestione aziendale può essere ulteriormente migliorata. Ma questa iniziativa vuole aumentare del 25% i disoccupati in Ticino"
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Intervista esclusiva al CEO del Gruppo del Corriere del Ticino che si esprime per la prima volta sulla votazione che mira ad abolire il canone: "Una rete tv pubblica fedele alla propria missione è un elemento prezioso per la democrazia. Noi megafono del centrodestra? Tutte invenzioni. Spero che Marchand non sia stato nominato troppo tardi. I derby di hockey "regalati" da UPC? Falso. E dai dipendenti della RSI reazione delirante...."
Il dibattito sulla No Billag, da un paio di mesi, è molto acceso sui social, sui siti e, in parte, anche sui giornali. Sulle radio e sulle televisioni che invece beneficiano dell’oggetto del contendere, il canone, non esiste. O per meglio dire esiste soltanto come noioso e doveroso oggetto di cronaca
Il presidente della CORSI ci scrive dopo la nostra recensione della serie tv della RSI che ha mandato su tutte le furie i cacciatori: "Ciò che mi è piaciuto del commento è la chiara e onesta distinzione fra la responsabilità autoriale e quella aziendale: un prodotto mal riuscito non deve portare alla condanna di tutta l'azienda!"
La scena che ha scatenato le ire degli appassionati dell’attività venatoria, è quella in cui un cacciatore prima fa la pipì, poi sorseggia della grappa e, infine, spara per errore a una ragazzina uccidendola. La provocazione è forte, e potrebbe anche essere interessante, ma è talmente costruita e raccontata male - sia prima che dopo la fucilata - da risultare un “bimbicidio” da caccia grottesco. Il problema, insomma, è la qualità del prodotto più che i suoi contenuti
Capitolo costi. La Federazione dei cacciatori ha scritto a Maurizio Canetta che sarebbe interessante conoscere la spesa sostenuta dalla RSI per realizzare il prodotto. Da Comano, a livello ufficioso, si limitano a far filtrare che la produzione è costata la metà di quanto normalmente costa una serie televisiva della SSR. Ma niente cifre
Abbiamo trascorso un'intera giornata insieme ai giornalisti della trasmissione più seguita della radiotelevisione pubblica. Ecco come lavorano e cosa ci hanno raccontato. Il responsabile dell'informazione regionale dice la sua anche sulle ultime polemiche: "Pagarci il canone? Disponibile da subito. E c'è chi sta raccogliendo le firme per chiederlo...."
Alla RSI le collaboratrici e i collaboratori sono confrontati con quelli che sono oggi i problemi di tutti: orari irregolari, ore supplementari, peggioramento delle condizioni di lavoro, richieste sempre maggiori di flessibilità, burn out, stress, fenomeni di mobbing, problemi con il management aziendale, contratti precari...
Il consigliere nazionale Fabio Regazzi non molla l’osso. Nei giorni scorsi è intervenuto a sostegno della nostra opinione sul tema dell’esenzione dal canone per i dipendenti della SSR, o meglio del canone che la SSR paga per i propri dipendenti
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Il PPD preoccupato del sondaggio che dà in vantaggio 'NoBillag': "Come si può chiedere a tutta la popolazione di fare uno sforzo finanziario per sostenere la nostra Televisione, se i primi a non compiere questo sforzo sono i dipendenti della SSR?"
Dopo la chiara presa di posizione della direzione della RSI sulla faccenda, che si sovrappone con quella del presidente della CORSI Luigi Pedrazzini, un segnale dai ranghi potrebbe innescare una dinamica positiva e allacciare un rapporto con il popolo degli inecisi
Nello scritto Dadò aveva chiesto una risposta puntuale al direttore della RSI Maurizio Canetta, rispetto a un passaggio del documentario di Aldo Sofia dedicato allo scandalo. Il magazine: "Abbiamo fornito un’informazione corretta e documentata”
Il giornalista prende posizione sul voto del 4 marzo, con un appassionato articolo in favore, e in difesa, dell’azienda per la quale ha lavorato per 50 anni: " "Affermo senza esitazioni che togliere ossigeno alla realtà radiotelevisiva svizzero-italiana, significherebbe arrochire una voce fino a farla diventar flebile, umiliare una memoria, spegnere una storia. Ma dopo il 4 marzo...."
Intervista esclusiva al direttore di Teleticino che rompe il silenzio sul voto del 4 marzo (e su molte altre cose...). "Iniziativa troppo estrema: non è ragionevole abolire il canone. Ma il nostro mandato è quello di portare avanti un’azienda, senza dire al pubblico come deve votare. I telespettatori sono grandi abbastanza per decidere da soli e ci giudicheranno in base a quello che mandiamo in onda”