Il sindacato chiede di essere parte sociale nella vertenza tra UNIA e LATI

SANT’ANTONINO - Sulla “guerra del latte”, la vertenza che vede contrapposti il sindacato UNIA e la Direzione della LATI, la Federazione ticinese dei produttori di latte, interviene oggi, venerdì 8 ottobre, anche l’OCST. Il sindacato cristiano sociale chiede di essere coinvolto nelle trattative come parte sociale. “Abbiamo sempre intrattenuto con la LATI rapporti corretti e costruttivi, sfociati a suo tempo in un contratto collettivo di lavoro – sottolinea l’OCST -. Le recenti vicissitudini che vedono la ditta confrontata con UNIA ci avevano permesso di ripristinare il dialogo e, di riflesso, la disponibilità alla ricerca di soluzioni per un accordo a soddisfazione dei lavoratori che tenga in considerazione anche le esigenze dell’impresa”. Ma, lamenta il sindacato, “a tutt’oggi la nostra disponibilità non ha ancora ricevuto un riscontro effettivo per cui auspichiamo, nel solco della nostra tradizione, e alla luce del momento economico particolare, una ripresa a breve delle trattative, con il coinvolgimento di tutti gli attori presenti nella realtà particolare”. L’obiettivo è, per l’OCST, giungere a un dialogo costruttivo a alla firma di un contratto collettivo di lavoro per i dipendenti della LATI. “Nella realtà economica ticinese – prosegue la nota stampa - il nostro sindacato riveste senza ombra di dubbio una posizione importante, suffragata da esperienza e spirito costruttivo, per cui auspichiamo un ripristino delle trattative con il coinvolgimento di tutti partner a cui sta a cuore il buon funzionamento della LATI che riveste nel contesto economico e agricolo cantonale un ruolo importante e significativo”.