CRONACA
Dopo i "fatti di Locarno" il Corriere licenzia Oliver Broggini
Il giornalista era stato nominato addetto stampa della Città e aveva poi rinunciato, ma...

LOCARNO - Potremmo chiamarli "i fatti di Locarno". Parliamo della polemica scoppiata a inizio novembre attorno alla nomina di Oliver Broggini, da quasi dieci anni giornalista della redazione locale del Corriere del Ticino, ad addetto stampa della Città. Il sindaco Carla Speziali aveva fatto fuoco e fiamme, in quanto, al contrario della maggioranza del Municipio, avrebbe voluto un'altra penna per quel ruolo: il vicedirettore del Giornale del Popolo Gian Maria Pusterla.

Alla fine, a quanto pare, non se n'è fatto nulla. Ruolo soppresso, quello dell'addetto stampa. O meglio, mai attivato.

Sia come sia, dopo la votazione della maggioranza del Municipio favorevole a Broggini il sindaco Speziali lasciò la seduta sbattendo la porta. In seguito, chiese addirittura al presidente cantonale del PLR Rocco Cattaneo di intervenire presso il suo collega di Municipio Davide Giovannacci - che aveva votato per Broggini - in nome della collegialità di partito.

Ora, a un paio di mesi da quella polemica, che pareva sepolta per sempre per buona pace di tutti, si registra un drastico provvedimento da parte della direzione del Corriere del Ticino nei confronti di Oliver Broggini. Licenziato.

A onor del vero, prima di adottare l'estrema misura, Fabio Pontiggia, condirettore del quotidiano delle famiglie Soldati e Foglia, ha proposto a Broggini un trasferimento: dalla redazione di Locarno a quella di Bellinzona. Una misura, par di capire, legata a questioni di immagine e di opportunità, proprio in seguito alla bufera politica di cui il giornalista era stato, suo malgrado, oggetto.

Però, quando, attorno alla metà di novembre, Broggini ebbe un colloquio con il direttore del Corriere Giancarlo Dillena, e gli comunicò di aver deciso di rinunciare all'incarico di addetto stampa a Locarno e di restare al giornale, non gli fu fatta parola di un eventuale trasferimento a Bellinzona. La misura è stata dunque decisa in seguito e comunicata all'interessato da un'altra figura direzionale del Corriere, Pontiggia, appunto. Ritenendolo un provvedimento punitivo, stando a quanto si dice nell'ambiente del giornalismo locarnese, Broggini ha rifiutato il trasferimento.

Rifiuto d'ordine uguale punizione più severa. Licenziato. Raccomandata e via.

emmebi

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