Parla il proprietario della Locanda degli Eventi dove ieri la polizia ha fermato un nigeriano e due asilanti

NOVAZZANO - "Sono un luminare sul tema richiedenti l'asilo" ci dice ridendo Antonio Cavadini, proprietario della Locanda degli Eventi di Novazzano dove ieri mattina la polizia è intervenuta trovando 5 grammi di cocaina e della canapa. Un nigeriano richiedente l'asilo è stato denunciato per violazione alla legge sugli stupefacenti, altri due uomini la cui richiesta d'asilo è stata rifiutata sono stati arrestati e ora saranno espulsi.
Da anni Cavadini ospita nelle camere del suo locale richiedenti l'asilo e riguardo l'operazione di ieri della polizia precisa: "Appena ho dei sospetti che ci sia in giro della droga chiamo la polizia. Ed è successo anche ieri: sono stato io ad avvertire gli agenti. Con la polizia abbiamo un'ottima collaborazione. Nel caso in questione uno era in attesa di espulsione ed era stato assegnato a me. L'altro invece era stato assegnato al centro di Bellinzona ma visto che al suo rientro ha trovato chiuso, ha preso il treno ed è arrivato qua. Poi sempre ieri ho trovato un'altro richiedente che mangiava in camera. Ho quindi scoperto che anche lui arrivava da Bellinzona ed era da me perchè hanno un pranzo al sacco e devono stare fuori tutto il giorno. Sono cose che fanno pensare".
Il suo rapporto con gli asilanti inizia circa quattro anni fa, in un momento di crisi. "Per nove anni ho avuto le camere vuote. Gli enti turistici non mi hanno mai mandato mezzo cliente, nonostante si riempiano la bocca con la promozione del turismo" ci spiega Cavadini. "Allora mi son detto: "sono in campagna, fuori dai centri abitati, nesuno li vuole. Mi metto a disposizione per ospitarli".
All'inizio alla Locanda degli Eventi arrivavano soprattuto famiglie di etnie diverse, in maggioranza dai paesi dell'Est e dell'ex Unione Sovietica. "Poi sono arrivati gli africani e ho chiesto di ospitare solo loro perchè sono persone gentili, molto rispettose". Certo un rovescio della medaglia c'è: "Effettivamente ho constatato che i nigeriani sono più inclini allo spaccio".
Ma Cavadini ha una fiolsofia chiara: "Il mio mestiere è fare l'oste quindi do ospitalità a chi la chiede". Ma non si tratta di un'accoglienza senza condizioni, solo per incassare. "Quando arrivano parlo con loro e spiego le regole che sono molto severe. Per me con chi spaccia c'è toleranza zero. Il mio rapporto con i richiedenti l'asilo è diventato quasi un secondo lavoro. Non mi va di prendere gli 80 franchi dal Cantone solo per fare cassa e poi chiudere un occhio se non si comportano bene. Almeno due volte al mese faccio anche controlli di notte" ci racconta Cavadini.
"Penso che con loro ci voglia comunque umanità. Molti hanno vissuto esperienze tragiche nei loro paesi. Certo magari qualcuno mente, ma basta guardare la televisione per capire che nei loro paesi la situazione è drammatica" dice il proprietario della Locanda degli Eventi che sul tema sempre caldo degli asilanti dice: "Trovo assurdo che ora vogliano costruire centri da 400 persone, mi ricorda i ghetti di Varsavia. Il problema è che in Ticino abbiamo paura che queste persone ci rovinino il nostro paradiso terrestre. Ma allora a Ginevra o Losanna cosa devono dire".
Per Cavadini poi bisogna considerare un altro aspetto: "Io sono solo un ristoratore, ma ci sono in giro un sacco di destroni che prima di parlare dovrebbero pensare. I richiedenti l'asilo creano anche ricchezza, indotto. Sono centinaia le persone che lavorano e ricevono uno stipendio grazie ai richiedenti l'asilo".
Antonio Cavadini comunque va avanti per la sua strada e i richiedenti continuerà ad ospitarli e soprattutto a cucinare per chi vuole mangiare nel suo ristorante. "C'è gente che non viene più da me perché ospito gli africani, poi però vanno in vacanza in Marocco o in Kenia".
ItaCa