Il 18enne serbo ha confessato per l'ennesima volta l'omicidio di Arno Garatti. Annullato il processo d'appello. A luglio potrà tornare in libertà

LUGANO - "Confermo di essere io l’autore del delitto di Daro, contrariamente a quanto ho sostenuto nel primo processo. E mia madre non c’entra. La sentii accennare alla morte» del mio patrigno. Morte che lei, però, non ha mai voluto, né richiesto. Ora che sono cresciuto capisco d’averla fraintesa, accusandola ingiustamente. Pertanto accetto il verdetto emesso dal giudice dei minorenni, e ritiro il ricorso". Forse è l'ultima confessione quella resa dal carcere del 18enne accusato di aver brutalemente ucciso Arno Garatti nel luglio del 2011.
La notizia è stata anticipata venerdì dalla RSI. Il giovane ha accettato la condanna a quattro anni di detenzione inflittagli lo scorso novembre a Mendrisio dal Tribunale dei minorenni per l’uccisione del patrigno 46enne a colpi di ascia e coltello. La sentenza è dunque definitiva e il dibattimento previsto il prossimo 21 marzo di fronte alla Corte di appello e revisione penale è annullato.
In considerazione del carcere già scontato e della possibilità concessa ai minori di beneficiare della condizionale dopo aver scontato metà della pena il 18enne sarà libero a partire dal prossimo luglio. Una volta uscito dal carcere dovrà tornare in Serbia.