CRONACA
Stefano Gilardi: "La Casa del cinema a Locarno? Sì, ma solo a queste condizioni"
Dopo la maretta in Municipio, parla il sindaco di Muralto: "Il progetto ha senso solo se ha un aggancio con il mondo accademico. E non dobbiamo per forza costruire un palazzo di vetro"

di Marco Bazzi

MURALTO – Finora Stefano Gilardi, sindaco di Muralto, se n’è stato zitto. È rimasto alla finestra a guardare. A inizio febbraio c’è stata maretta, nel Municipio di Locarno, sulla futura casa del cinema.

C’è il progetto di costruirla nel palazzo delle vecchie scuole di piazza Castello. Ci sono dieci milioni messi a disposizione dalla Fondazione Stella Chiara di Martin Hellster, proprietario del Cinestar di Lugano, che ha però posto due condizioni: iniziare la realizzazione in tempi brevissimi (ottobre), e disporre all’interno della struttura di sale di proiezione, la principale con una capienza di 400 posti.

Mancano però ancora una ventina di milioni, a carico di comuni e Cantone. E c’è chi ritiene che, alla fine, sarebbe meglio, per il Festival del film, disporre di una sede meno “estetica” ma più “pratica”, puntando per esempio sulla ristrutturazione del Palazzetto Fevi, che da anni viene utilizzato come struttura logistica di supporto durante la rassegna.

Gilardi non è solo sindaco di uno dei comuni che saranno chiamati alla cassa, ma è anche membro della Fondazione Casa del cinema. E sul progetto ha le idee chiare:

“Sono sempre stato favorevole a una Casa del cinema – premette -. Ma se andiamo a vedere la struttura di un festival di livello mondiale come Cannes, ci accorgiamo che è poco più di un capannone molto ben arredato. Nessuno, dunque, ci obbliga a costruire una sorta di ‘palazzo di vetro’. Ora è nata questa idea, sicuramente interessante, di ubicarla nelle vecchie scuole di Locarno. Ma prima che all’involucro, dobbiamo pensare al contenuto”.

“Indispensabile un aggancio accademico”

Non voglio dire che questo progetto non abbia contenuti, precisa Gilardi, “ma siccome entriamo nel cuore di un’arte audiovisiva dobbiamo renderci conto che è importante avere un costante aggancio con il progresso in questo campo, dunque con il mondo accademico, che cavalca l’attualità. Non è costruendo un palazzo, non è costruendo tre sale di proiezione, che il Festival si garantirà la possibilità di giocare in futuro un ruolo di primo piano nel campo della cinematografia”.

Insomma, secondo il sindaco di Muralto, è indispensabile che il progetto abbia un respiro accademico. “Abbiamo commissionato come Fondazione Casa del cinema uno studio di assoluta attualità che ha individuato scenari concreti, e non teorici, che raccomandano di creare un’accademia dell’audiovisivo, esplorando anche le nuove tecnologie”.

“Sinergie con l’Usi e altre università”

In Ticino siamo fortunati, aggiunge, “perché possiamo agganciarci al treno dell’Usi, non per creare una nuova facoltà, ma un ramo legato al settore più ampio delle scienze della comunicazione. Penso a una specializzazione nel settore audiovisivo. Possiamo anche gettare le basi per dei seminari di altre università che potrebbero avere a Locarno una sede stagionale di studio”.

E conclude: “Vedo dunque una Casa del cinema solo se al suo interno si respira l’anima di un’accademia dell’audiovisivo. Solo legandoci a personalità trainanti del mondo accademico in questo settore potremo garantirci la certezza di essere al passo coi tempi anche in futuro. Altrimenti un investimento di questa portata, per creare tra l’altro dei locali di proiezione, non è assolutamente giustificato”.

“A Locarno cultura fa rima con scultura”

E a Locarno il cinema non basta, aggiunge Gilardi: “Bisogna puntare sulla scultura. A Venezia, all’entrata del museo Guggenheim, c’è un piccolo giardino con 5 sculture esposte, tre delle quali di scultori che erano legati a Locarno. Abbiamo questi locarnesi, anche d’azione, che sono stati scelti dal curatore di un museo di quel livello, e non puntiamo sulla scultura? A Locarno abbiamo la Fondazione Remo Rossi, un lascito della fondazione Gilardi, a Casorella e Casa Rusca abbiamo gli agganci con la fondazione Jean Arp, abbiamo la proprietà di alcune opere. Quindi, secondo me la destinazione culturale per Locarno è chiara”.

È giunto il momento, prosegue, di riflettere sulla scultura come importante elemento turistico e culturale del Locarnese. “Le fondazioni non hanno ancora espresso il loro potenziale, di cui Locarno può beneficiare senza mettere in campo eccessivi sforzi economici”.

“Creiamo due parchi espositivi”

Il sindaco di Muralto immagina due ubicazioni per le esposizioni: “L’area antistante il castello, un terreno verde e ricco di mura antiche, che si estende fino al piazzale delle vecchie scuole; lì c’è anche la casa di Remo Rossi, che a mio parere andrebbe abbattuta per ampliare il parco. Tutta quell’area, compreso il piazzale delle scuole dovrebbe diventare un parco espositivo verde”.

Se poi vogliamo fare anche il palazzo del cinema nelle vicinanze, bene, dice Gilardi: “L’arte si sposa con l’arte”.
La seconda ubicazione è il lungolago, da Tenero ad Ascona, che potrebbe “dialogare” con la riva opposta del lago, il Gambarogno, dove la scultura è già valorizzata da anni. 

 

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