Dopo il caso della violenza di gruppo ai danni di una turista svizzera, parla la responsabile di Hotelplan Gaby Malacrida: "La vacanza con lo zaino in spalla richiede grande preparazione e prudenza"

NEW DELHI/LUGANO - Ha sconvolto il giro del Mondo la terribile vicenda della turista svizzera vittima di uno stupro di gruppo in India. La donna è stata aggredita mentre dormiva con il marito in una tenda da campeggio nel Madhya Pradesh, nell'India centrale.
Gli artefici della brutale violenza sono stati arrestati. Ma resta l'ombra dell'ennesimo episodio di stupro che sta sconvolgendo il Paese e la comunità internazionale. Un Paese meta di molti turisti, anche ticinesi, come ci spiega Gaby Malacrida, portavoce di Hotelplan.
"È una destinazione di tendenza molto apprezzata dai ticinesi. Gran parte preferisce affidarsi a un viaggio organizzato. Essendo quasi un continente ci sono una miriade di offerte. Offerte da cinque giorni a due settimane o più. Inoltre è un viaggio alla portata di molti. Con circa mille Euro si fa un bel tour di una settimana, voli compresi. La maggior parte delle persone sceglie l'India come destinazione culturale".
Voi come organizzate i vostri tour?
"Non organizziamo viaggi avventurosi in India. Si tratta di tour sempre accompagnati da una guida. Evidentemente evitiamo di proporre quei distretti e quelle regione più sensibili e pericolose. Recentemente, in alcune parti del paese, è stata espresso un certa avversione verso le donne. Tutte le donne, anche quelle straniere".
Quali sono i consigli pratici?
"Premetto che il Paese non è sconsigliato e che non bisogna fare allarmismi. Ma noi, ad esempio, sconsigliamo vivamente alle donne di andare sui mezzi pubblici da soli. È inoltre sempre opportuno quando ci si reca in un Paese con una cultura diversa dalla nostra, e dove la povertà è molto evidente, avere un abbigliamento adeguato. Soprattutto per una forma di rispetto verso chi ci vive. Inoltre c'è un po' da sfatare un mito...".
Quale?
"Quello secondo cui i viaggi organizzati sono una sorta di intruppamento dove ti portano solo a fare acquisti. Non è vero. Negli anni si sono sviluppati programmi intensi, bellissimi. Poi c'è sempre una guida, che non serve solo a raccontare quello che si vede, ma anche a correggere delicatamente gli errori che si fanno, magari, appunto, nell'abbigliamento. E senza contare che le agenzia hanno sul posto dei riferimenti in caso di problemi. Noi abbiamo anche un numero di emergenza, attivo 24 ore su 24, qui in Svizzera che mette direttamente i contatto i turisti con operatori in grado di aiutarli all'istante" .
Niente viaggio con lo zaino in spalla, insomma?
"Ma no, ci mancherebbe. Il viaggio in spalla è un altro bellissimo modo di viaggiare. Ma chi desidera fare quel tipo di avventura deve essere un po' accorto. Nel senso che bisogna prepararsi 10 volte in più che se si va con una guida, ed essere mille volte più prudenti".
Pensa che un caso come quello appena accaduto, inciderà sul turismo in India?
"No. Le persone che desiderano di andare in posti sensibili come quelli, hanno mille modi per documentarsi e la fanno. Non ci sono più turisti sprovveduti che arrivano in agenzia. Questo vale anche per i paesi a rischio terrorismo o con delle tensioni politiche. Se ci sono disordini al Cairo, ad esempio, la gente non va al Cairo, ma va lo stesso a Marsh Allam o a Sharm".