CRONACA
Crisi HCAP, parlano i tifosi: "Lombardi non è trasparente e la gente si sta incazzando!"
La colletta per salvare l'Ambrì Piotta sembra essere partita bene, ma il popolo biancoblu pare aver perso fiducia. Valeria Polari, storica tifosa: "I presidenti passano, l'Ambrì resta. Ma la situazione è critica"

LUGANO - Quando il presidente dell'Hockey Club Ambrì Piotta Filippo Lombardi ha annunciato dagli studi di TeleTicino che alla società mancano due milioni, non si può dire che il popolo biancoblu sia rimasto sorpreso. Anzi, se c'é qualcosa con la quale i tifosi hanno imparato a convivere è proprio la precarietà a livello sportivo e societario. Di collette in Leventina ne sono partite parecchie. Per qualcuno anche troppe. Il presidente-senatore dopo aver chiamato i pompieri perché la casa rischia di bruciare, si è subito messo in moto per buttare secchiate di acqua e cercare di spegnere l'incendio. Ma forse questa volta ha sottovalutato una cosa: non tutti i tifosi (soprattutto quelli di peso) sono pronti a fare per l'ennesima volta i pompieri, e chi anche questa volta aprirà il borsellino è tutt'altro che felice di metterci del proprio per salvare la baracca.

Lombardi, che quando fa gli annunci a microfoni accesi forse sottovaluta il peso delle parole, ha detto che questa volta non si tratterà di fare una colletta. "Lanceremo una campagna di azionariato pubblico. I nostri tifosi saranno proprietari dell'Ambrì e in cambio non riceveranno dividendi ma soddisfazioni sportive" ha detto forse un po'frettolosamente. Una dichiarazione che a molti tifosi ha fatto ribollire il sangue. Eloquente in questo senso il commento di un tifoso con il quale abbiamo parlato: "Come fa Lombardi a dire una roba del genere? Sono sette anni che mangiamo m... con i playout (e per me sono otto perché ci metto anche la finale persa col Lugano). Ma quali soddisfazioni! Mi è capitato ultimamente di rileggere il libro biancoblu, quello presentato all'inizio dell'era Lombardi. È stato come vedere una puntata di Porta a Porta con Bruno Vespa: lo guardi e ti incazzi!". 

Forse per "diversificare la strategia", forse perché qualcuno avrà fatto notare a Lombardi che salvarsi dal baratro della B per sette volte di fila non è proprio una "soddisfazione sportiva", la società ha aggiunto all'azionariato pubblico il sostegno via sms, ovvero la colletta. L'ennesima smentita: prima ha detto che non si faceva, ora c'é. Un po' come nel caso dei giocatori di NHL: prima ha detto che all'HCAP non interessavano, poi ne sono arrivati ben tre. Insomma la gestione e soprattutto la comunicazione non sembra essere stato il punto vincente di Filippo Lombardi e del Cda. La stagione appena trascorsa inoltre per i dirigenti leventinesi è stato quello della rottura con la Curva. La Gioventù Biancoblu, che nel corso degli anni ha cercato di dare fiducia a Lombardi, ora è stufa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il caso dei fumogeni dopo il derby e la relativa sanzione della Lega. La Curva, pur essendosi assunta le responsabilità, ha cercato il dialogo con i vertici della società, ma - dicono alcuni ultrà - in cambio hanno avuto un atteggiamento repressivo dagli stessi dirigenti che si sono trasformati in agenti al servizio dell'odiata Lega Hockey.

Insomma parecchi i problemi. Ma Lombardi sa benissimo che l'Ambrì non è il Belinzona calcio. E che lui, presidente del Consiglio degli Stati, non è Gabriele Giulini. Ci mette la faccia insomma e lo fa, lui da sempre molto attento alla sua immagine, consapevole del rischio. Ma torniamo ai tifosi. Per capire meglio che aria tira abbiamo chiesto a una tifosa che alla Valascia ormai è un'istituzione: Valeria Polari, titolare del Bar Croce d'Oro a Lugano, autentica enclave biancoblu nella città bianconera. E Valeria è subito chiara: "La gente ora è proprio incazzata". 

Il primo appunto che Valeria Polari muove a Lombardi è come ha fatto l'annuncio: "Ho parlato con diversi tifosi e a molti non è andata giù che Lombardi sia andato in televisione a fare un annuncio così importante e delicato. Doveva convocare immediatamente un'assemblea generale straordinaria dove poter spiegare nei dettagli cosa sta succedendo". Già perché la sensazione, in un momento di crisi per tutti e per lo sport ticinese in particolare, è che non si è capita la reale entità delle difficoltà finanziarie dell'HCAP. E il fatto che mancano 500'000 franchi di oneri sociali non aiuta. 

"È una questione di trasparenza. La società in questo momento non è trasparente" incalza Valeria Polari alla quale chiediamo se secondo lei il popolo biancoblu risponderà anche questa volta all'appello. "Certo che lo farà. Anche io mi sono già attivata per raccogliere offerte. Vede, i presidenti passano ma l'Ambrì rimane. E noi non moriremo mai! Il fatto è che questa volta la situazione mi sembra più grave" dice preoccupata Valeria. 

"Secondo me uno dei problemi di Lombardi - che se fa il presidente del senato mi chiedo quanto tempo può dedicare alla squadra -  è che si fida troppo di certa gente che non ha le competenze. Gente senza le palle" dice Valeria che poi si chiede "Come si fa ad avere una rosa di 38 giocatori sotto contratto? Quelli in parte sono solo soldi buttati! E poi però aumentano i prezzi in pista! Ora ho sentito che vogliono fare le cabine VIP in tribuna verde. Ma mi chiedo: perché non farla a prezzi popolari?" ci dice ancora Valeria che, come sempre è un fiume in piena. 

Diamo appuntamento a Velria per un'altra chiacchierata. Perché la sensazione è che di Ambrì si parlerà parecchio anche durante l'estate.

 

ItaCa

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