CRONACA
Strage di trote nel Laveggio, rabbia dei pescatori: "A Bellinzona alzino il sedere e vengano a dirci cosa è successo!"
Ignote per ore le cause della moria di pesci nel fiume all'altezza di Riva San Vitale. "Alla 250esima trota morta abbiamo smesso di contare" dice il presidente della Società pescatori del Mendrisiotto

RIVA SAN VITALE - "Vorremo che dall'Ufficio caccia e pesca qualcuno alzi il sedere dalla sedia e venga da queste parti e ci dica cosa è successo nel Laveggio. Cosa ha causato la morte di tutte quelle trote". A parlare è Paolo Giamboni, presidente della Società dei pescatori del Mendrisiotto, e il suo è un grido d'allarme. 

Tutto nasce dalla segnalazione di un socio della Società pescatori che lunedì scorso, a Riva San Vitale in zona foce ha notato i pesci morti. "Siamo intervenuti e quella che si è presentata davanti ai nostri occhi era una scena impressionante. Ci siamo messi a contare le trote morte. A 250 ci siamo fermati, erano troppe" ci spiega Paolo Giamboni.

I pescatori non riescono a capire cosa abbia causato la moria. i pompieri intervenuti dopo la loro segnalazione non hanno constatato presenza di agenti inquinanti. Tuttavia quello di lunedì scorso è l'ultimo preoccupante episodio di una serie. "Nell'ultimo mese abbiamo contato almeno 4 inquinamenti nel Laveggio. Abbiamo sempre puntualmente avvisato i pompieri che per fortuna sono sempre riusciti a circoscrivere gli inquinamenti" ci dice Giamboni. 

Se la strage di trote rimane un mistero, anche l'atteggiamento delle autorità cantonali lascia perplessi i pescatori momò. "L'Ufficio caccia e pesca ci dice di collaborare e noi facciamo tutto il possibile. Ma non siamo ancora riusciti a capire perché dalla nostra segnalazione, ancora nessuno si sia mosso da Bellinzona. Se non è un inquinamento - difficile da stabilire visto che se non si interviene subito le piogge portano via tutto - potrebbe essere un fatto naturale (anche se è difficile). Potrebbe essere la presenza di una alga. Qualsiasi cosa insomma. Ma tutti quei pesci non muoiono senza motivo. La sensazione è che nessuno se ne interessi, che ci sia un rimbalzarsi le cose tra autorità. Ci hanno detto che è impossibile stabilire la causa della morte ma nessuno ancora si è dato la briga di analizzare i pesci morti" sbotta il presidente della Società pescatori del Mendrisiotto. 

"Non ci sostengono, eppure noi facciamo il possibile per proteggere l'ambiente, ma non abbiamo il potere ad esempio di intervenire sulle aziende che ci sono lungo il passaggio del Laveggio. Questo povero fiume è sempre stato un problema. In pochi si interessano alla sua protezione. Sembra quasi che le autorità siano più interessate ad avere qualche azienda in più piuttosto che occuparsi di una zona così delicata" aggiunge Giamboni "ma se noi lanciamo l'allarme non è per fare i nostri interessi, a noi non interessa ricevere 1'000 franchi dal Cantone per comprare altre trote e tutto è a posto così. Noi vogliamo proteggere il territorio, vogliamo rive pulite, una fauna in salute, perché questo è interesse di tutti, non solo dei pescatori". 

E infine un auspicio: "Con Marco Borradori  al Dipartimento del Territorio noi pescatori abbiamo avuto un buon rapporto. Si è sempre dimostrato attento ai problemi da noi sollevati e c'é sempre stata un'ottima collaborazione. Vorremmo che altrettanto succeda con Michele Barra, non vorremmo dover ricominciare da zero e perdere tempo prezioso". 

 

ItaCa

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