L'impianto siderurgico ottenne un prestito cantonale senza interessi di oltre tre milioni nel 2007 e avrebbe dovuto iniziare la produzione già due anni fa. Ma la produzione non è mai iniziata

GIORNICO – Per ora è una cattedrale nel deserto. Un’enorme struttura, ben costruita e ben curata, - con tanto di praticelli e fiori - accanto ai residui arrugginiti della vecchia Monteforno. Una struttura industriale costata una dozzina di milioni all’interno della quale avrebbero dovuto lavorare una cinquantina di persone.
Ma fino ad oggi alla Elti non ci lavora nessuno, eccetto qualche operaio che si aggira per i capannoni deserti. E a Giornico si chiedono cosa sia successo.
Quella fabbrica, che avrebbe dovuto produrre già da due anni acciaio “super clean” - super pulito, dunque -, fu al centro nel 2007 di un messaggio governativo. Ottenne dal Parlamento un prestito senza interessi di 3 milioni e 300'000 franchi nell’ambito dei fondi stanziati per progetti di rilancio economico.
Solo parte di quel credito sembra sia stato utilizzato finora. Ma la produzione non è ancora iniziata. Stando all’avvocato Rocco Taminelli, che si è occupato del progetto, ci sono stati problemi di ricorsi che presto saranno risolti. Insomma, Taminelli assicura che a breve la fabbrica dovrebbe entrare in funzione.
La Elti Suisse venne costituita in Ticino nel 2006 su iniziativa degli azionisti della casa madre italiana, che ha sede a Bergamo e opera da trent’anni nel settore siderurgico e metallurgico. Nel 2011 i dirigenti della Elti lamentarono di essere tra le vittime della black-list stilata dall’allora ministro Giulio Tremonti.
“Per evitare di pagare balzelli da incubo sugli utili conseguiti in Ticino - si legge sulle cronache di allora - la Elti è stata costretta a rinunciare ai 10 anni di esenzione fiscale di cui avrebbe potuto beneficiare in Svizzera per non essere tassata in Italia, dove ha la sede principale, con aliquote capestro. E ora la strategia di Elti dovrà essere riorientata e con meno collaboratori rispetto al previsto affiancandole altre attività industriali, si spera entro fine 2011”.
È passato un anno e mezzo, ma la produzione non è mai iniziata. Probabilmente per i motivi indicati da Taminelli. Non resta che attendere. E sperare che all'area industriale di Giornico si aggiunga finalmente un nuovo tassello.
emmebi