CRONACA
La moria di trote nel Laveggio rimane un mistero
Il Governo risponde all'interrogazione di Fabio Schnellmann che commenta: "Necessario istituire un picchetto antinquinamento attivo 24 ore su 24"

BELLINZONA - "Quale la causa della moria di oltre trecento trote nel fiume Laveggio" chiedeva lo scorso 8 maggio al Consiglio di Stato il deputato Fabio Schnellmann che aveva subito raccolto l'allarme lanciato dalla Società pescatori del Mendrisiotto. A un mese dall'interrogazione ecco la risposta del Governo: "Dalle informazioni in nostro possesso non è possibile dare una risposta anche perché a oggi la provenienza dell'inquinamento non è nota". 

Rimane quindi un mistero la strage di trote fario denunciata dai pescatori, i primi ad intervenire a inizio maggio in zona foce a Riva San Vitale. Nella risposta all'interrogazione si legge anche che "si può comunque escludere che la moria della fauna ittica sia da ricondurre a delle alterazioni significative del pH dell'acqua (acido o basico) così come a un eventuale problema riconducibile all'impianto di depurazione delle acque di Mendrisio". 

Il deputato, otre a chiedere spiegazioni sulle cause, nelle domande aveva fatte proprie le perplessità dei pescatori riguardo la lentezza nell'intervento dei servizi del Cantone. A tale proposito il Governo risponde che "il guardapesca di zona era stato avvertito la sera di lunedì 6 maggio" dopo l'intervento tempestivo di polizia e pompieri per la presenza di schiuma nel Laveggio. Nell'acqua analizzata in quel momento i pompieri non avevano ravvisato anomalie nell'acqua. Solo in serata la moria di pesci era stata notata. Il guardapesca "non è intervenuto immediatamente considerati l'orario della chiamata (circa le 20.30) e il buio incombente. È il caso di ricordare - scrive ancora il Consiglio di Stato - che a quel momento un eventuale sopraluogo non rivestiva più carattere di urgenza". 

In generale il Governo nella sua risposta sottolinea che "per quanto riguarda la prontezza dell'intervento va ricordato che il corpo dei guardiacaccia e pesca è composto da un numero limitato di agenti, insufficiente per poter garantire un sistema di picchetto attivo 24 ore su 24". La SPAAS, Sezione protezione aria, acqua e suolo - si legge nella risposta all'interrogazione  -  sta rivalutando le modalità di azione in simili casi. 

Dal canto suo Fabio Schnelmann conferma "l'importanza di avere un gruppo antinquinamento che possa fungere da picchetto 24h/24 perché se il responsabile non viene individuato nel giro di 3-4 ore diventa impossibile risalire agli autori".

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