La vedova di Arno Garatti, condannata in appello all'ergastolo, si dice pronta a tornare in Ticino per dimostrare la sua innocenza

BELLINZONA - Il suo avvocato ieri, dopo la sentenza che la condanna all'ergastolo, l'ha cercata tutto il giorno senza trovarla. Alla fine Mitra Djordjevic, la vedova di Arno Garatti e considerata la mandante del brutale assassinio di Daro, si è fatta trovare e al Corriere del Ticino dice: "Io non sono colpevole. Chiederò al mio avvocato di fare tutto il possibile per dimostrarlo".
La donna dalla Serbia, dove si trova da circa un anno dopo il processo di primo grado che l'aveva assolta, dichiara che "malgrado sia malata, sono disposta a tornare in Ticino per provare la mia innocenza. Chiederò ai medici di farmi delle punture che mi consentano di sostenere un nuovo processo".
Come ricorda il CdT la donna ha due possibilità: o chiedere un nuovo processo di secondo grado al quale però dovrebbe partecipare e non in contumacia, oppure ricorrere al Tribunale federale. "Attendiamo di conoscere le motivazione della sentenza e poi decideremo il da farsi" ha dichiarato l'avvocato difensore della Djordjevic Pietro Pellegrini. Una volta che la sentenza sarà definitiva, in caso di conferma del verdetto di colpevolezza non è escluso che Mitra Djordjevic sconti la pena nel suo paese d'origine.