Ha circa 60 anni, abita in un palazzo popolare di sei piani in via Milano sulla riva del torrente Faloppia. È di origine italiana ma da molto tempo vive a Chiasso

CHIASSO – Ha circa 60 anni, abita in un palazzo popolare di sei piani in via Milano, a Chiasso, sulla riva del torrente Faloppia. È di origine italiana ma da molto tempo vive a Chiasso.
È uno dei quei casi che si definiscono “sociali”. Alcol, solitudine e disperazione. “Una vita grigia, un’esistenza triste – dicono alcune persone del quartiere Soldini che lo conoscono -. Lo vedevamo passeggiare, a volte barcollando, tra un bar a l’altro. E quando beveva troppo diventava intrattabile”.
L’uomo che ieri sera poco prima delle nove si è dato fuoco nei pressi dello stadio, in un posteggio di fronte al luna park, in via Guisan, è una di quelle persone per le quali la vita non ha più alcuna prospettiva. Conosciuto ai servizi sociali, ha da tempo gravi problemi di alcolismo e scompensi psichiatrici.
“Sono scioccato, profondamente dispiaciuto, non sapevo nulla del dramma accaduto ieri sera - dice il portinaio del palazzo dove l’uomo abita -. Lo conosco come una persona buona. Ma nelle ultime settimane la situazione è peggiorata, sono arrivate anche la polizia e l’ambulanza. Una cosa del genere, però, non me la sarei mai aspettata”.
Nel quartiere Soldini sono tutti impressionati e increduli per il dramma accaduto ieri sera. Soprattutto dalle modalità utilizzate dall’uomo, che si è dato fuoco, ed è ora ricoverato in ospedale in gravissime condizioni.
ItaCa