La madre che 16enne che due anni fa uccise Arno Garatti, condannata il 7 giugno per istigazione all'assassinio, resterà in Serbia. Lo ha dichiarato il suo legale

BELLINZONA - Mitra Djordjevic, la madre del ragazzo che il 1° luglio di due anni fa ha ucciso a Daro Arno Garatti, condannata in appello il 7 giugno per istigazione all'assassinio, non tornerà in Ticino. Lo ha dichiarato alla Regione il suo legale, Pietro Pellegrini.
“Fui io – dice l’avvocato -, lo scorso agosto, subito dopo la sentenza di assoluzione a ‘ordinarle’ di lasciare subito la Svizzera. Idem lo scorso mese in vista dell’Appello, le ho detto di non presentarsi. Perché il nuovo Codice di procedura penale federale, dà la facoltà alla Corte giudicante di ordinare l’arresto di sicurezza in attesa di nuovo giudizio”.
È vero che la prima Corte non l’aveva fatto, aggiunge il legale, ma la facoltà di chiedere l’arresto è data anche al procuratore pubblico rivolgendosi alla Corte d’Appello. “C’era insomma il rischio che finisse ingiustamente in cella un anno fa benché assolta, e ancor più oggi che è stata condannata in Appello”.
La Corte ha ora inviato in Serbia alla Djordjevic il dispositivo della sentenza di condanna al carcere a vita. La informa pure che può chiedere un nuovo processo garantendo la sua presenza. Ma Pellegrini è sicuro che la donna resterà in Serbia: “Mi ha sempre ascoltato e sono certo che lo farà anche adesso. Non verrà”.