Il giorno dopo l'ennesima incursione in un'abitazione a Villa Luganese da parte dei rapinatori, ecco gli umori della gente del paese
VILLA LUGANESE - Sono trascorse poco più di 24 ore dalla rapina che ha colpito il piccolo paesino sopra Lugano, ma le strade sembrano tornate alla normalità. In Ra de Vigna, la via dove si trova la casa presa di mira dai malviventi ancora latitanti, di proprietà della mamma dell'ex Sindaco del paese Athos Vannini, le transenne della polizia sono state rimosse e la gente ha ripreso le faccende quotidiane: chi taglia il prato, chi si dedica all'orto, chi passeggia con i propri nipoti. Gli abitanti però non si sentono tranquilli, soprattutto perché questo è il quinto “colpo” nel giro di poco tempo.
Oltre ai furti, per di più, in questi giorni altri atti vandalici hanno colpito gli abitanti di Villa Luganese: due macchine sono state rigate nelle ultime 48 ore, un fatto che non passa inosservato in realtà piccole come questa. È possibile che i responsabili siano gli stessi? Questo è quanto sospetta la gente del paese, che ora teme che si possano verificare altri episodi simili.
Non è tutto. Stanotte verso le 2, in una casa di Ra Piazza, una via dietro alla dimora dell'ex Sindaco, gli inquilini hanno sentito dei rumori provenire dall'ultimo piano, in un appartamento al momento disabitato. Un passante racconta: "Le luci di molte case si sono accese all'improvviso e abbiamo sentito dei passi che correvano". Alcuni hanno pensato a delle martore, dal momento che la casa è chiusa, ma a detta del nostro interlocutore, quegli animali non fanno un simile baccano. Forse è la paura a trasformare ogni rumore in sentimento d’insicurezza, ma il fatto che i rapinatori siano ancora a piede libero desta in alcuni degli abitanti il sospetto di un possibile bis.
"Non siamo tranquilli per niente - dichiara un uomo sulla sessantina, che vive a Villa Luganese ormai da anni - in più, i malviventi condannati per il primo furto si sono beccati solo 18 mesi di carcere. Non mi sembra giusto."
Gli fa eco un altro abitante, evidentemente spaventato: "Non è nemmeno la prima volta che entrano in casa di Vannini: ci avevano già provato ad aprile in piena notte. Ieri invece sono arrivati di giorno, verso l'una. Questo secondo me vuol dire che ci controllano e conoscono il paese".
La maggior parte della gente è comunque restia a parlare, e si limita a dirsi molto preoccupata per i ripetuti furti e per il fatto che i rapinatori di ieri non siano stati arrestati. “La polizia non si vede già più”, lamentano alcuni, come a dire che si sentono poco tutelati. Altri invece, dopo i primi episodi hanno deciso di aumentare le misure di protezione in casa. "Mi sento sicura, in casa mia è tutto chiuso a chiave", racconta una paesana.
MiBi