Parla il presidente distrettuale del PLR luganese, ex azionista dell'azienda: "Le imprese si devono comportare in modo etico e corretto nei confronti del territorio che le sostengono”

LUGANO – “Parlo da politico. Da presidente distrettuale del PLR luganese. Ritengo che la scelta di Datamars di trasferire la produzione in Slovacchia, licenziando tredici collaboratori in Ticino, sia assolutamente inaccettabile”. Così Valentino Benicchio, che oltre ad essere un esponente di spicco del Partito liberale radicale, è anche stato, fino al 2008, azionista della Datamars. È uscito dalla società quando, dopol’avvento della nuova proprietà (era il 2005), ha capito che si sarebbe attenuato il legame con il territorio.
“Come imprenditore capisco che le aziende guardino al proprio interesse e alla propria redditività. Credo che ognuno debba gestire la propria ditta secondo la propria sensibilità e la propria coscienza. Ma credo anche che le aziende si debbano comportare in modo etico e corretto nei confronti del territorio che ha garantito loro chance di sviluppo e sostegno economico”.
Il nostro Partito, aggiunge Benicchio, intende difendere, sul piano dell’occupazione, gli interessi dei giovani e degli ultra cinquantenni. “Credo dunque che le aziende e i datori di lavoro vadano richiamati alle loro responsabilità sociali, soprattutto quando hanno beneficiato di aiuti finanziari da parte dell’ente pubblico. Troppo facile chiedere sostegno e poi trasferire l’attività all’estero per puri ragionamenti di interesse. Le aziende che si comportano in questo modo dovrebbero chiederli all’estero i contributi, non in Ticino. Il promovimento economico non deve avere unicamente lo scopo di sostenere le imprese nei momenti di difficoltà ma anche e soprattutto quello di contribuire a creare posti di lavoro che rimangano in Ticino anche a lungo termine”.
emmebi