Il sindaco storico di Vico Morcote è stato rinviato a giudizio dal procuratore generale John Noseda per amministrazione infedele aggravata e ripetuta appropriazione indebita

LUGANO – Chi pensava che tutto si sarebbe concluso con un decreto d’accusa si sbagliava. Luido Bernasconi, 67 anni, di professione fiduciario, sindaco storico di Vico Morcote – autosospeso dal momento dell’apertura dell’inchiesta -, è stato rinviato a giudizio alle Assise correzionali. Andrà quindi a processo. Per i reati di ripetuta amministrazione infedele aggravata e di appropriazione indebita.
Quest’ultimo reato – ipotizzato nell’atto d’accusa firmato dal procuratore generale John Noseda - non era finora noto, ed è emerso nel corso dell’inchiesta e delle relative verifiche fiscali.
La ripetuta appropriazione indebita si riferisce a imposte alla fonte relative alle due società di Luido Bernasconi, che per diversi anni ha sì trattenuto le quote dai salari dei suoi dipendenti frontalieri, ma non le ha poi riversate al fisco. La somma sottratta ammonta a 400mila franchi.
Le malversazioni, secondo Noseda, che ha condotto l’inchiesta in collaborazione con la procuratrice Fiorenza Bergomi, sono andate avanti per più anni fino al 2009.
Il reato di ripetuta amministrazione infedele aggravata si riferisce invece alle imposte personali di Luido Bernasconi che, nel suo ruolo di sindaco, è accusato di aver danneggiato il Comune di Vico in correità con il segretario comunale - condannato con un decreto d’accusa -. Bernasconi, sostiene l’atto d’accusa, ha omesso volontariamente di aprire le procedure di incasso per le sue imposte, che ha comunque risarcito dopo l’avvio dell’inchiesta, per una somma stimata in 169mila franchi. Ha inoltre omesso di avviare le procedure esecutive per l’incasso delle tasse d’uso di due immobili condominiali che amministrava - gli stabili Olivella - provocando un ulteriore danno al comune e ai condomini.
emmebi