CRONACA
Dopo il dramma del Brenno, tutti i rischi dei fiumi. "Preoccupati dalla moda dai giochi pericolosi"
Claudio Franscella, di "fiumi più sicuri": “Quella di Largario è stata una fatalità. Ma bisogna continuare la prevenzione". E ora c'è chi fa il funambolo sull'acqua e chi piazza la tenda sulla riva nelle sere di pioggia

MURALTO – “Quella di Largario è stata una fatalità, un evento eccezionale e imprevedibile, ben diverso da quello che può essere un annegamento provocato dall’imprudenza. Ma…”.

Già, “ma…”. Claudio Franscella, presidente della Commissione fiumi più sicuri, ricorda che i pericoli non vengono soltanto dall’acqua e dalla corrente. Anche l’ambiente circostante i fiumi presenta rischi che non vanno sottovalutati.

Domenica pomeriggio, una settimana fa, una bambina di 12 anni è morta dopo essere stata travolta da un masso staccatosi improvvisamente da una parete di roccia. Stava passeggiando con un gruppetto di amici sull’argine del fiume Brenno.

“Non conosco i dettagli del dramma, ma non mi pare che in questo caso si possa parlare di imprudenza. Però è chiaro che la roccia è altrettanto pericolosa dell’acqua. Diversi incidenti, anche mortali, sono capitati sui nostri fiumi a causa di pietre scivolose, per esempio, che sono un pericolo soprattutto nelle valli del Sopraceneri. Un pericolo che segnaliamo nei volantini che distribuiamo ai turisti. L’informazione è importante perché la maggior parte degli incidenti sui fiumi accade a causa della scarsa conoscenza dei luoghi e dei rischi che presentano”.

Ma l’imprudenza non nasce solo dalla scarsa conoscenza: spesso è legata ai comportamenti. A sfide o sport estremi. Da una parte ci sono le discipline legate ai torrenti, come il canyoning. Dall’altra le sfide senza senso. “Ci sono stati casi di ragazzi che hanno piantato le tende in riva al fiume nelle sere di pioggia per vivere il rischio di vedere l’acqua salire. Capita anche questo! Più volte sono dovuti intervenire i soccorritori per portare in salvo giovani incoscienti. Ma quello che ci preoccupa di più adesso è la nuova moda degli ultimi anni: quella del funambolismo sui torrenti, promosso anche da qualche grande magazzino che vende apposite corde da tendere da una riva all’altra. Giochi pericolosi: tutto bene se si cade in acqua, ma se si finisce sulle rocce l’incidente è garantito”.

Il mese d’agosto è il periodo dell’estate più a rischio e l’incidente è sempre in agguato: fa molto caldo e le rive sono affollate di turisti, dice Franscella. “In più ogni anno arrivano in Ticino circa 15'000 appassionati di canyoning. Su questa disciplina siamo riusciti a garantire una buona prevenzione, anche grazie alla collaborazione delle aziende idroelettriche. Ma è chiaro che gli sport estremi quando diventano di massa moltiplicano i rischi”.

In ogni caso, conclude Francscella, bisogna insistenere sulla prevenzione. Così, fino alla fine di agosto i due punti più “pericolosi” dei fiumi, quelli dove sono capitati più incidenti – Ponte Brolla e Lavertezzo – saranno presidiati da ragazzi che informeranno i bagnanti sui pericoli, pronti anche a chiamare immediatamente i soccorsi in caso di necessità.

emmebi

 

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