Il direttore del Corriere del Ticino dopo i giudizi espressi martedì a TeleTicino: "Anche ai cuochi ogni tanto scappa la mano col peperoncino"

LUGANO – Nel suo video-editoriale di martedì scorso “Punto a capo”, in onda su TeleTicino, parlando del mandato a Liberatv per i filmati sulla Polizia cantonale, al direttore del Corriere del Ticino, Giancarlo Dillena, è scivolata la frizione.
Ha detto:
“65’000 franchi di mandato pubblico per produrre dei video per la polizia. Il risultato di una rigorosa selezione in base alla qualità del produttore? Un regalo fatto a uno dei tanti attori dell’affollata scena mediatica ticinese? O il favore di un politico magari in cambio di un altro favore? Sono troppo vecchio per credere a Babbo Natale e quindi sono portato a propendere per la terza spiegazione”.
Poi ha calcato la mano e ha aggiunto, riferendosi a Marco Bazzi ha aggiunto: “In questo caso non so se c’è stato bisogno di una preghiera o è bastata una telefonata. Però il personaggio che da questi schermi inneggiava alla sua libertà e diceva di essere minacciato nel suo giudizio giornalistico perché cambiava l’assetto proprietario dell’emittente poi si fa prezzolare in questo modo, ebbene è meglio fare più attenzione a quello che si dice perché in futuro ci si potrebbe pentire”.
Questa sera, nel suo video-editoriale, si è scusato. Ecco il testo che ha letto:
“Avevo promesso per Punto a capo un po’ di peperoncino. Così è… Ma anche ai cuochi ogni tanto scappa la mano col peperoncino. Mi è capitato col commento di martedì sul mandato a LiberaTV. Ho parlato di “prezzolato”, riferito al collega Bazzi, che se ne è comprensibilmente risentito e me lo ha fatto sapere. Riconosco che era eccessivo (capita, quando si parla a braccio). Non volevo certo offendere il collega, che per altro stimo per le sue qualità giornalistiche e il suo dinamismo. Men che meno, sia ben chiaro, lo considero un “corrotto”. Volevo solo richiamare l’attenzione su un problema: in questo mestiere ci muoviamo tutti sullo stesso terreno, fra molte esigenze e insidie; e dobbiamo tutti fare i conti con la realtà; un conto sono le esigenze pratiche che essa pone, un conto i proclami “puri e duri” di autonomia e indipendenza. Meglio evitare di alzare troppo il tiro, sia in un senso che nell’altro. Altrimenti il minimo che si rischia è di essere male interpretati. Non aggiungo altro. Buon lavoro a tutti i colleghi, a cominciare da Marco Bazzi”.
Il video è al seguente indirizzo:
http://www.ticinonews.ch/articolovideo.aspx?id=310384&rubrica=46260