Il campione di ciclismo salvò la vita a ottocento persone trasportando documenti nascosti nel telaio della sua bicicletta durante i suoi lunghi allenamenti fra Arezzo e Assisi.

TEL AVIV – Lo Yad Vashem, memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell’olocausto, ha dichiarato “Giusto tra le nazioni” il grande campione di ciclismo Gino Bartali. Il riconoscimento è dedicato a tutti i non-ebrei che hanno rischiato la loro vita durante le persecuzioni naziste per salvare quella anche di un solo ebreo. La nomina si somma al riconoscimento già ricevuto nel 2005 quando a Bartali fu conferita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi la medaglia d’oro al merito civile per aver salvato circa ottocento ebrei durante l’occupazione.
Gino Bartali "cattolico devoto, nel corso dell'occupazione tedesca in Italia ha fatto parte di una rete di salvataggio i cui leader sono stati il rabbino di Firenze Nathan Cassuto e l'arcivescovo della città cardinale Elia Angelo Dalla Costa - si legge sul sito dell’organizzazione a motivazione della nomina –. Questa rete ebraico-cristiana, messa in piedi a seguito dell'occupazione tedesca e all'avvio della deportazione, ha salvato centinaia di ebrei locali ed ebrei rifugiati dai territori prima sotto controllo italiano, principalmente in Francia e Yugoslavia.”
Il ciclista toscano infatti compì numerosi viaggi fra Arezzo e Assisi trasportando documenti e carte falsi nascosti nei tubi del telaio della sua bicicletta che permisero la fuga degli ebrei rifugiati. Bartali era conosciuto per le grandi distanze che percorreva per allenarsi e ha così potuto fare da corriere per la rete, attività che si concentra soprattutto fra il settembre del 1943 e il giugno del ’44.
Il memoriale ha infine annunciato che in onore di Bartali si terrà una cerimonia anche in Italia in una data ancora da stabilire.