Atto vandalico alla cappella dell’Ospedale Regionale di Lugano. Il direttore: “Non abbiamo idea di chi possa essere stato. Di certo è un fatto gravissimo”

LUGANO – L’episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica, tra le 16.30 e le 17.30. All’interno della cappella sono state trovate delle scritte ingiuriose contro la religione ed è stato spezzato un braccio a un prezioso Cristo del ‘400, appeso sopra l’altare. La notizia è riportata stamane dal sito Ticinonline.
La parola a Luca Jelmoni, direttore dell’ospedale: “Non abbiamo idea di chi possa essere stato. Forse le registrazioni della videosorveglianza nei corridoi ci potranno aiutare a capirlo. Di certo questo è un fatto gravissimo. Da stigmatizzare. Non ricordo precedenti di questa gravità. Mi sento però di dire che si tratta di un caso isolato”.
Nessuno riesce a spiegarsi le motivazioni di un atto così eclatante e offensivo, neanche lo sconsolato cappellano don Luigi Vanzù: “Chi ha commesso questo gesto è un credente scriteriato. Lo si capisce dalle scritte, che nel frattempo sono state semi cancellate per rispetto dei fedeli.”
Jelmoni ha poi aggiunto che l’EOC farà di tutto per evitare il ripetersi di episodi simili tenendo “gli occhi ancora più aperti”.