Per le autorità, il giovane che nel 2011 uccise a colpi di ascia l’ex patrigno non ha ancora raggiunto i requisiti per poter beneficiare della libertà condizionale. Riconfermata quindi la valutazione fatta nel luglio scorso

ZURIGO – Ancora almeno altri sei mesi di carcere per il giovane che, nel luglio 2011, uccise il patrigno a colpi di ascia nell’appartamento di via Daro a Bellinzona. Le autorità hanno infatti valutato che il ragazzo, al momento detenuto in una struttura d’Oltralpe, non ha ancora raggiunto i requisiti per poter beneficiare della libertà condizionale.
Possibilità prevista dal diritto minorile una volta scontata la metà della pena, ma a patto che il condannato non costituisca un pericolo per se stesso o la società. Condizione che il giovane, come già lo scorso luglio, ancora non rispetta. Come da prassi, a scadenze regolari, le autorità torneranno a valutare la situazione e a meno di un ritorno in libertà anticipato, la pena terminerà nel 2015.
La decisione di negare la condizionale, si legge sul sito della RSI che ne ha dato notizia, è stata presa recentemente, durante il periodo delle festività natalizie. Oggi maggiorenne, l’omicida dovrà quindi continuare il percorso psicologico e di recupero cominciato nel 2012, quando a novembre fu condannato a quattro anni dal Tribunale dei minori. Una volta terminato, il ragazzo sarà rimandato in Serbia dalla madre, condannata in secondo grado all’ergastolo per aver istigato il figlio ad uccidere l’ex marito.