CRONACA
Accordo sui frontalieri, Schübiger: “Il blocco dei ristorni è legittimato dallo stesso diritto internazionale”
Il direttore dell'Interfida di Chiasso, durante un convegno organizzato dalla SUPSI per discutere le tematiche legate all’accordo sui frontalieri, ha spiegato come la Svizzera abbia una base legale che le permetta di adottare provvedimenti anche drastici

LUGANO – Il blocco dei ristorni è legittimato dallo stesso diritto internazionale. Così ha spiegato Patrick Schübiger, direttore dell'Interfida di Chiasso, intervenuto oggi a un convegno organizzato dalla SUPSI per discutere sulle tematiche legate all’accordo sui frontalieri e alle sue implicazioni fiscali.

Durante il dibattito, come riporta la RSI, si è quindi rinnovato l’invito alla Confederazione di prendere in considerazione il blocco dei ristorni come elemento di pressione che spinga l’Italia a rinegoziare l’accordo sulla doppia imposizione.

Un passo questo, come ha spiegato Schübiger, oltretutto legittimato dalla Convenzione di Vienna, in cui si chiarisce che se uno stato viola il diritto internazionale, lo stato che subisce tale violazione ha la facoltà di adottare contromisure proporzionali al danno subito. E l’inserimento 15 anni fa della Svizzera nelle black list di Roma, con i relativi ostacoli per le imprese elvetiche che operano in Italia, sottolinea il direttore di Interfida, fu una violazione flagrante della convenzione italosvizzera contro la doppia imposizione. “Berna allora non fece nulla, ma è ora di interrompere l’inerzia”.

Data la legittimità della misura, la sua attuazione è allora molto semplice, come ha spiegato Schübiger ai microfoni della RSI: “Basterebbe una lettere di Berna inviata a Roma per via consolare in cui la Svizzera spiega di non esser d’accordo con quanto fatto dall’Italia dal ‘99 in avanti e che si permette perciò di introdurre contromisure in merito. A quel punto il blocco dei ristorni sarebbe perfettamente legale. All’interno delle contromisure si può poi anche pensare a sospendere l’accordo. In ogni caso abbiamo certamente una base legale per poter agire”.

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