La tesi di un possibile delitto nasce dalla testimonianza di una donna di Lionza che ha parlato con i genitori delle vittime, giunti in Ticino per il riconoscimento. Intanto le salme dei giovani sono state rimpatriate

CENTOVALLI - "Mi hanno detto che la polizia li aveva interrogati e che non era escluso un atto di violenza nei confronti del 22enne e del 27enne, due amici d'infanzia residenti entrambi in Romania e che il destino ha unito nella morte. Uno dei due era sposato da un mese”.
Da queste parole, il racconto di una donna che abita a Lionza, nelle Centovalli, che ha parlato con i genitori dei due ladri morti settimana scorsa dopo essere precipitati nella Melezza, è nata la tesi del “delitto”: i due giovani malviventi sono stati picchiati da altri connazionali quella sera, dopo aver commesso alcuni furti nelle case del paesino? E magari sono stati spinti nel dirupo?
"Alcuni lividi sul loro volto e la strana frattura di un braccio lasciano supporre che ci possa essere stata una colluttazione precedente alla caduta nella boscaglia" ha raccontato la donna.
La polizia ha parlato di caduta accidentale e l'autopsia sembrava escludere l'intervento di terzi. Ma ora gli inquirenti starebbero seguendo, secondo LaRegione, anche la pista di un regolamento di conti della malavita.
Ma alla luce di questa ipotesi, Ministero pubblico e la Polizia cantonale fanno sapere oggi che tutti gli indizi raccolti finora corroborano la tesi di una tragica fatalità. Gli inquirenti fanno anche sapere che ora non ci sono più dubbi sull’identità dei due, dopo il riconoscimento da parte dei loro famigliari: le vittime sono due cittadini rumeni residenti in Romania di 27 e 22 anni. Le loro salme sono già state rimpatriate.
La donna citata da LaRegione, che ha parlato personalmente con i parenti delle vittima, ha anche raccontato di aver venduto loro due grossi ceri che sono poi stati posati all'interno di una piccola nicchia a Borgnone, in ricordo dei due giovani morti.
"Commovente… Mi sono sembrate delle persone educate, corrette, che infondevano fiducia, dispiaciute per il danno arrecato alla nostra comunità. Addirittura uno di loro mi ha chiesto se Lionza è un paese famoso... Siamo in 17 anime quassù, gli ho risposto".