CRONACA
Clinica Luganese: sul piatto delle trattative 180 milioni, non meno
È la cifra attorno a cui si sta trattando per l’acquisizione del nosocomio delle Suore Infermiere. Sei le proposte ancora sul tavolo, tra cui quelle del Gruppo Genolier, Hirslanden e Sonnenhof, ma farebbe capolino anche “un’importante società italiana"

LUGANO – È di 180 milioni, non meno, la cifra attorno a cui si sta trattando per l’acquisizione della Clinica Luganese. Lo riferisce il Caffè, aggiungendo che le trattative sono state affidate a una società di consulenza che avrebbe già scremato le proposte giunte, lasciando sul tavolo le sei, sette più interessanti.

Tra queste, come già indicato da Liberatv nel dare la notizia della messa in vendita dell’istituto di Lugano Besso, figura il gruppo Genolier, in ‘gara’, con altri due svizzeri: Hirslanden e Sonnenhof, ma farebbe capolino anche “una importante società italiana”, di cui il domenicale non rivela però il nome.

Poche speranze invece per le offerte avanzate da due fondazioni che fanno capo all’attuale presidente del consiglio di amministrazione della Clinica Luganese, l’ex ministro PPD Renzo Respini. CdA che, aggiunge il Caffè, “starebbe facendo non poche resistenze alla vendita”.

Ma anche la possibilità di una acquisizione pubblica, ossia di vendere all’Ente ospedaliero cantonale, non sarebbe stata del tutto scartata. Secondo il domenicale, che si rifà agli ambienti vicini alla Congregazione delle Suore Infermiere dell'Addolorata, attuale proprietaria, e al manager incaricato del risanamento, “non c'è nessuna pregiudiziale a vendere al Cantone: interessa solo un acquirente eticamente e patrimonialmente affidabile".

Mentre secondo il Mattino della Domenica, a patto che si concordi con le profetiche asserzioni del Mago Otelma, les jeux sont déjà faits. Il nuovo proprietario sarebbe il gruppo Genolier et rien ne va plus.

I motivi della vendita, come già riportato da Liberatv (vedi suggeriti), sono da ricercarsi nelle difficoltà finanziarie che gravano sull’Ospedale Valduce di Como, altro nosocomio nelle mani delle Suore Infermiere. Difficoltà finanziarie che gravano sulle casse della Congregazione e che avrebbero portato, secondo il Caffè, lo stesso Vaticano, attraverso il suo apposito organo di vigilanza, a intervenire nominando un manager per risanarne la situazione finanziaria.

E nonostante le misure già adottate, le perdite risultano ancora troppo ingenti. Da qui la decisione di vendere la Clinica Luganese, che, per quanto in salute, non porta abbastanza liquidità per risanare la situazione della Congregazione, soprattutto a fronte della voragine creata dalla Valduce.

La decisione di vendere la Clinica Luganese sarebbe inoltre nell’aria da tempo, mesi secondo il domenicale, che in chiusura pone quindi un interrogativo: “come mai il Cantone con la pianificazione ospedaliera ha affidato ad essa mandati importanti come urologia e geriatria acuta, nonostante si sapesse da mesi che la clinica sarebbe stata messa in vendita?”

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