CRONACA
Dopo anni di omertà e paure, le denunce. E ora per il maestro manesco ci sarà la sospensiome. Lunedì il Municipio decide. Via dalla scuola
L'ex sindaco di Montagnola è in malattia. Lunedì in classe ci saranno un sostituto e una psicologa. Il municipale Cattaneo: "Ora a me interessa il bene degli allievi"

di Marco Bazzi

COLLINA D’ORO – L’ex sindaco di Montagnola, l’insegnante delle elementari di Collina d’Oro denunciato da alcune famiglie per aver maltrattato quattro allievi – leggi l’articolo correlato -, è in malattia. È la settimana dei morti, e la scuola è chiusa. Ma in classe non ci sarà nemmeno lunedì prossimo. Così stabilisce il certificato medico: inabile al lavoro per due settimane.

Poi? Poi il Municipio farà quel che deve fare. Lunedì in classe ci sarà un maestro sostitutivo delegato dal Cantone, e ci sarà anche una psicologa che cercherà di spiegare ai bambini perché il loro insegnante non c’è più.

Sempre lunedì, il capo del Dicastero scuola, Giorgio Cattaneo, porterà in seduta municipale una proposta molto chiara: sospensione. Ma il Comune ha la facoltà di sospendere un maestro soltanto per una settimana. Poi la palla passerà al Dipartimento della scuola.

E a questo punto è chiaro che il Municipio non potrà non fare il passo che la maggior parte della popolazione si attende: chiedere a Bellinzona la sospensione dell’insegnante fino al termine delle inchieste: quella penale (che formalmente non sarebbe ancora stata aperta, in attesa che la polizia trasmetta il dossier delle denunce al Ministero pubblico), e quella amministrativa, avviata dal Comune.

Insomma, il maestro, che ha 58 anni, probabilmente a scuola non ci tornerà più. Di sicuro non nella scuola dove ha insegnato per una ventina d’anni, ricoprendo per molti anche la carica di sindaco, essendo la scuola consortile. Poi, in seguito alla fusione e alla nascita del Comune di Collina d’Oro, ha lasciato la politica.

In questi vent’anni, di proteste sussurrate sui suoi metodi disciplinari non proprio ortodossi – non sulle sue capacità didattiche - ce ne sono state diverse. Cose tipo che lanciava un mazzo di chiavi contro gli allievi. Il suo metodo per ammansire gli indisciplinati era insomma una sorta di gogna, l’umiliazione di fronte alla classe.

Quel maestro picchia, dicevano gli allievi di allora (e se lo ricordano bene anche oggi che sono cresciuti), ma la domanda è: perché nessuno in questi anni ha fatto nulla? Omertà, paura? Un piccolo paese… E il maestro era sindaco. Sono quelle classiche storie che quando vengono a galla si dice: lo sapevano tutti, ma…

Ma solo quattro anni fa qualcuno ha avuto il coraggio di segnalare che qualcosa non andava. Fatti non meglio precisati, dicono adesso gli amministratori comunali, però simili a quelli oggi. Il caso di allora è ancora aperto: il maestro ha ricorso contro la multa di 500 franchi intimatagli dal Dipartimento e il ricorso si è perso tra i mille dossier del Tribunale amministrativo. Per questo nessuno, sull’episodio di allora si sbilancia troppo.

Quattro anni fa, dunque, il Municipio aveva già aperto un’inchiesta amministrativa, aveva raccolto le testimonianze di colleghi dell’insegnante, di genitori e allievi. Aveva inviato il dossier a Bellinzona, e Bellinzona aveva deciso di chiudere il caso con una sanzione.

“Lunedì proporrò la sospensione dell’insegnante – dice a liberatv Giorgio Cattaneo -. Abbiamo concordato con il Dipartimento e la direzione scolastica una strategia di rientro degli allievi che sia il meno traumatica possibile. Adesso a me interessa la salute fisica e psicologica dei nostri ragazzi. Dovremo spiegar loro che cosa è successo e che la scuola deve andare avanti”.

Ma Cattaneo lascia intendere che non si fermerà a una sospensione di una settimana sola. Che proporrà al Municipio di chiedere che l’insegnante non metta più piede in classe fino al termine delle inchieste, comunque vadano a finire. Poi si troveranno altre soluzioni. La scuola non ha bisogno di persone violente. È già abbastanza violento il mondo.

 

 

 

 

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