CRONACA
“Progetto inutile e controproducente. Il Governo gioca coi dati per non affrontare il vero problema: l’offerta del trasporto pubblico”
Lapidario il giudizio dell’Associazione economia e ambiente sul nuovo regolamento per i posteggi proposto dal ministro del Territorio Zali e varato dal Governo, al centro dello studio commissionato a Csd Ingegneri per valutarne l’impatto

BELLINZONA – “Inutile e controproducente”: lapidario il giudizio dell’Associazione economia e ambiente (Assea) sul nuovo regolamento per i posteggi proposto dal ministro del Territorio Claudio Zali e varato dal Governo.

Come spiegato alla conferenza tenuta ieri per presentare lo studio sull’impatto del progetto commissionato a Csd Ingegneri, come riporta oggi LaRegione, e nel comunicato che ne è seguito, si tratta di “una modifica partorita in tutta fretta, che non risolve il problema di traffico. Anzi, ne crea di nuovi” portando anche gravi conseguenze per tutti i cittadini.

Motivo principale di questa previsione ‘nefasta’ è che nel progetto il problema del traffico viene affrontato senza prima risolvere ‘il problema di fondo’, ossia, come ha rimarcato durante la conferenza stampa Michele Dedini, presidente dell’Assea, l’offerta dei trasporti pubblici resta insufficiente per i residenti e “largamente insufficiente per quanto concerne i movimenti transfrontalieri”.

Impossibile quindi, ha proseguito Dedini, che in uno scenario simile l’equazione ‘meno posteggi, uguale meno traffico’ dia i suoi frutti. Soprattutto se, come conclude lo studio della Csd Ingegneri, il progetto comporterà una riduzione media del 30% dei posteggi, con picchi fino al 70%.

Numeri questi, troppo alti secondo gli ambienti economici, che rincarano quindi la dose sui metodi seguiti dal Governo nell’approntare il progetto, ‘abbellendo’ la realtà. Come ha sottolineato l’avvocato Gianluca Padlina, membro di Assea, l’Esecutivo ha preso in considerazione “parametri e valori, irrealistici. Creati ad arte per far apparire l’offerta dei trasporti pubblici migliore di quello che è” e giustificare così la riduzione dei posteggi.

In sostanza, hanno spiegato, il Governo ha ‘riclassificato’ i parametri di giudizio. Se prima infatti un posto di lavoro a un chilometro e mezzo da una fermata era considerato “non collegato”, ora viene definito “mediamente collegato”. “Non basta cambiare l’asticella della sufficienza per migliorare la realtà delle cose”, incalza Padlina aggiungendo che, inoltre, la stessa ‘Guida alla mobilità aziendale’ pubblicata dal Cantone chiarisce che la fermata del bus dovrebbe trovarsi a trecento metri dall’azienda, quella del treno a cinquecento metri. Un abisso rispetto a quel chilometro e mezzo, ha chiosato l’avvocato.

A conclusione, il presidente Dedini, ha quindi aggiunto che il trasporto pubblico “va potenziato concretamente e non solo a parole. Solo allora si potrà eventualmente parlare di riduzione dei posteggi”.

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