CRONACA
Largo ai giovani neo diplomati! Nasce 18-24.ch, una vetrina dedicata ai ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro
I dati sulla disoccupazione giovanile sono allarmanti, eppure trovare un giovane non è così facile. Lo sa bene Cristina Pagani, collocatrice che scontratasi con questa realtà ha creato una piattaforma capace di mettere in contatto ragazzi e aziende

LUGANO – Sono giovani, hanno appena terminato la scuola dell’obbligo o ottenuto un diploma e si affacciano al mondo del lavoro, senza riuscire ad entrarci. I dati sulla disoccupazione giovanile, ultimamente spesso sotto i riflettori, sono infatti preoccupanti. Ancor più preoccupanti perché è certo che non si riesca a stimare con esattezza un fenomeno che si sa essere più ampio di quello fotografato dai dati statistici forniti dalla Seco, che si basa principalmente sulle iscrizioni agli URC (Ufficio Regionale di Collocamento).

I dati: quattromila i giovani ticinesi senza un lavoro a tempo pieno

Ma non tutti, soprattutto dopo la revisione entrata in vigore nel 2011 (che ha diminuito le indennità giornaliere a 4 mesi per i giovani che non hanno mai lavorato e a 200 giorni per quanti hanno versato contributi per almeno un anno), si iscrivono alla disoccupazione. Così, nel 2013, lo studio dell’Ufficio di statistica cantonale vedeva in totale 7.261 disoccupati in media, pari a un tasso del 4,5%, di cui 997 erano giovani 14 e i 25 anni, con un tasso del 6,3%.

Questo il dato ‘accertato’, una fotografia più vicina alla situazione reale arriva però dall’indagine fornita dall’Organizzazione internazionale del lavoro – citata nello stesso studio – che prende in considerazione anche gli inattivi disponibili a lavorare e i sottoccupati: nel 2013 si arriva a un totale di 4mila giovani che non hanno un impiego a tempo pieno.

Un dato allarmante per i ragazzi, a cui, per una parte di loro, un nuovo mezzo vuole venire ora in soccorso: si chiama 18-24.ch e vuole essere “una piattaforma per aiutare i giovani in questa fascia di età, la più debole, a inserirsi nel mondo del lavoro”, spiega Cristina Pagani, dell’agenzia di collocamento 3p, con cui abbiamo parlato della creazione di questo importante progetto.

Così nasce 18-24.ch: un portale per mettere in comunicazione giovani e aziende

Tutto è nato, racconta, quando lo scorso aprile ha cominciato a cercare una ragazza con certificato di impiegata afc (l’attestato federale di commercio): “Un profilo abbastanza normale: cercavamo cioè un impiegato di commercio attorno ai 20 anni, residente o domiciliato in Ticino e senza esperienza, perché volevamo avere noi la possibilità di formarlo”. Con le notizie che giungono dal fronte del lavoro giovanile, la ricerca non avrebbe dovuto quindi creare grosse difficoltà, eppure…

“Abbiamo cominciato mettendo un annuncio su un giornale, mi aspettavo di ricevere parecchie candidature, che sono arrivate, ma nessuna da un giovane che fosse residente”. Cristina non demorde e inizia quindi un tran tran di ulteriori ricerche passando dall’URC, che non aveva però nessuno in tutto in Ticino che corrispondesse al profilo, “ho chiamato anche alla SIC e agli uffici dell’orientamento scolastico, per chiedere se avessero un database o una lista di ragazzi neodiplomati che non hanno trovato lavoro, ma nulla”. Insomma, usciti dalla scuola, o si iscrivono all’URC o se ne perdono, in certo senso, le tracce.

“Mi sono detta che qui c’era un problema: proprio in quel periodo sui media comparivano spesso articoli sulla dilagante disoccupazione giovanile, come era possibile allora che non trovassimo un candidato se ci così tanti ragazzi senza un impiego?” Cristina una risposta se la dà: i canali di comunicazioni prediletti da giovani e aziende sono differenti e questi due attori finiscono col non riuscire a trovarsi, manca quindi un punto di incontro, che sia anche un supporto e una guida per chi per la prima volta si affaccia al mondo del lavoro.

Nasce così, a novembre, 18-24.ch, progetto no-profit, che vuole appunto rispondere a questa esigenza. “È un sito interamente dedicato ai giovani in questa fascia di età, una vetrina in cui possono proporsi alle aziende. Essendo poi collocatori di professione, sappiamo anche consigliare i ragazzi nella scrittura del curriculum e nella preparazione dei colloqui di lavoro”.

Ecco come funziona

La piattaforma vuole essere un canale di comunicazione e si presenta in modo molto semplice: ai ragazzi basta iscriversi al sito e inviare il proprio curriculum. I ‘requisiti’ da rispettare sono solo due: devono essere svizzeri o residenti e diplomati. “Per questo si rivolge solo ai maggiorenni, perché è questa di solito l’età ‘minima’ in cui si ha già un diploma”. Punto questo molto sentito da chi gestisce il progetto: “Non vogliamo – spiega Cristina – che i ragazzi si sentano ‘stimolati’ a non intraprendere una formazione dopo la scuola dell’obbligo, perché ‘tanto un posto in qualche modo si trova’. Studiare è importante e tutti, indipendentemente dal settore, devono avere un diploma. E prima di questo traguardo, per la ricerca del posto di apprendistato, i giovani possono contare sui servizi di orientamento”.

Chi si collega al sito può vedere poi, nella sezione dedicata, una ‘anteprima’ dei profili dei candidati divisi nei vari settori lavorativi. Per i ragazzi usufruire dei servizi offerti dal portale è completamente gratuito, mentre le aziende devono pagare una commissione minima. “Una parte servirà a compensare i costi dell’associazione, il resto verrà invece reinvestito in borse di studio per giovani” spiega Cristina aggiungendo che le aziende aderenti avranno la possibilità di mettere in evidenza il proprio logo sul sito, dimostrando così il loro impegno nell’assunzione di personale residente e giovane.

Il progetto è ancora ai primi passi, in attivo da un mese sta però già riscontrando interesse da parte delle aziende. “Speriamo diventi presto un punto di riferimento per i giovani e che sia conosciuto fra loro”. L’obbiettivo è infatti anche far emergere quella ‘disoccupazione sommersa’ che molto preoccupa e andare ad agire proprio lì dove i canali classici sembrano arrivare con più difficoltà: “Per questo vorrei anche invitare tutti i ragazzi, e non solo, ad aiutarci, mettendo mi piace alla nostra pagina Facebook (qui) e condividendola con i loro amici e conoscenti”.

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