Poco prima delle 10.30 gli agenti ticinesi hanno preso in consegna il 42enne fiduciario alla dogana di Ponte Chiasso, dove era stato portato dalla polizia penitenziaria di Como

LUGANO – Enderlin, a quasi sette mesi dal suo arresti avvenuto nei pressi di Milano nell’ambito dell’inchiesta sulla truffa alla Banca Carige, è di nuovo in Ticino. Dell’imminenza del suo trasferimento aveva già dato notizia questa mattina il Corriere del Ticino e questo, dopo uno slittamento di 24ore dovuto ad alcune questioni burocratiche, è avvenuto oggi.
Poco prima delle 10.30 gli agenti ticinesi hanno preso in consegna il politico luganese alla dogana di Ponte Chiasso, dove era stato portato dalla polizia penitenziaria di Como. Enderlin è stato quindi trasferito alla Farera, dove verrà presto interrogato dal procuratore pubblico Andrea Minesso in merito alle inchieste che lo vedono coinvolto sul versante ticinese con l’accusa di amministrazione infedele e appropriazione indebita (ossia le indagini sul fallimento della Pramac Suisse di Riazzino e sul denaro, per una somma attorno al milione di franchi, affidatogli da due clienti della sua fiduciaria).
L’accordo raggiunto tra Svizzera e Italia per l’estradizione prevede inoltre che Enderlin possa di nuovo esser a disposizione delle autorità italiane che indagano sul caso Carige per ulteriori interrogatori (dal vivo o in videoconferenza). Come ricorda il CdT, infatti, essendo cittadino svizzero, una volta rimpatriato Enderlin avrebbe avuto il diritto di opporsi a una eventuale nuova estradizione in Italia, con questo accordo, il problema è stato quindi aggirato.