CRONACA
Posteggi, il Tribunale federale bacchetta il Governo: “Ha agito al di fuori delle sue competenze, incorrendo nell’arbitrio”
Accolto quindi il ricorso della DISTI. L’ASSEA: “Sentenza che non lascia dubbi sulla gravità degli errori commessi. Che l’Esecutivo sappia trarre le dovute conseguenze e non continui più ad ignorare le argomentazioni delle associazioni economiche"

LOSANNA/BELLINZONA – Bacchettata all’indirizzo del Cantone da parte del Tribunale Federale, che lo scorso 18 dicembre si è espresso sul ricorso presentato da DISTI e un privato cittadino, dando loro ragione, in merito alle modifiche del Regolamento della legge sullo sviluppo territoriale, in cui rientra il regolamento sui posteggi varato dal Territorio.

La colpa principale del Governo, si legge, è quella di non aver coinvolto la commissione consultiva per la modifica del Regolamento dei posteggi privati. Fatto ammesso dal Governo, che rilevava però che la commissione era stata istituita nel 2004 e si era “nel frattempo esaurita per la mancanza di attività e l’inattualità del suo ruolo”. Secondo il Consiglio di Stato però, “l’aggravamento della situazione viaria cantonale avrebbe in ogni caso giustificato la modifica del regolamento dei posteggi mediante consultazione informale, piuttosto che attraverso la ricostruzione della commissione consultiva”.

“Il Consiglio di Stato – scrivono i giudici – ha manifestamente oltrepassato il quadro delle competenze conferitegli ed è quindi incorso nell’arbitrio. Le modifiche del regolamento impugnate devono quindi essere annullate”.

Ricorso accolto quindi, e ASSEA, in un comunicato odierno, si dice soddisfatta della decisione: “Le motivazioni della Sentenza del Tribunale federale non lasciano spazio a possibili dubbi quanto alla gravità degli errori che hanno portato all’elaborazione delle modifiche del regolamento che determina il numero di posteggi realizzabili al servizio di edifici privati non residenziali. Classificando esplicitamente come arbitrario l’atteggiamento tenuto dal governo cantonale, i Giudici di Losanna danno atto della gravità delle irregolarità verificatesi. Ritenuta fondata la prima delle tre censure sollevate dai ricorrenti i Giudici federali non hanno dovuto chinarsi sulle ulteriori ragioni presentate con l’atto ricorsuale, supportate dalla dettagliata perizia allestita dallo studio d’ingegneria CSD Ingegneri SA. ASSEA, l’Associazione Economia e Ambiente di cui la DISTI fa parte, auspica che il Governo sappia trarre le dovute conseguenze e non continui più ad ignorare le pertinenti argomentazioni e le istanze formulate dalle associazioni economiche”.

ASSEA torna comunque a ribadire che “per cercare di risolvere i problemi del traffico è indispensabile che tutti gli attori coinvolti, pubblici e privati, si siedano insieme allo stesso tavolo e procedano a ricercare delle misure effettivamente praticabili per cercare di raggiungere il risultato auspicato. Con l’improvvisazione e con le forzature, come dimostra la Sentenza del Tribunale federale, non si ottiene nulla, se non controversie giudiziarie che, evidentemente, non giovano a nessuno”.

L’auspicio di ASSEA, conclude la nota, “è quello che la Sentenza del Tribunale federale segni un punto di svolta e funga da stimolo per attivare un dialogo costruttivo grazie al quale convogliare gli sforzi di tutti verso l’obbiettivo comune, che deve essere quello di riuscire ad individuare misure che possano realmente ambire a ridurre il traffico, unico obiettivo da perseguire”.

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