CRONACA
Cambio franco-euro, una spada di Damocle per il turismo ticinese? “Basta con i catastrofismi, sono gli allarmismi a fare male”
Aldo Merlini, presidente dell’Organizzazione turistica regionale del Lago Maggio e Valli invita alla calma: “Bisogna mantenere un atteggiamento positivo e concreto. Nulla è stato ancora deciso, fare previsioni ora è azzardato”

LOCARNO – Domenica un altro grido d’allarme si levava dalle colonne de Le Matin Dimanche: per la voce del suo direttore Jürg Schmid, Svizzera Turismo si diceva infatti “sotto choc”, nonché preoccupata, per la decisione della Banca Nazionale di abbandonare il tasso di cambio fisso con l’euro. Una spada di Damocle che pende anche sulla testa del turismo ticinese? È quanto abbiamo chiesto ad Aldo Merlini, presidente dell’Organizzazione turistica regionale (OTR) del Lago Maggio e Valli, la cui reazione però è ben diversa.

“Innanzitutto – risponde –, mi meraviglia che siano ‘sotto choc’: vista la situazione dell’euro, quella della BNS era una decisione prevedibile, se non ora, almeno nell’immediato futuro. Mentre a far paura sono le dichiarazioni catastrofiche del direttore di Svizzera Turismo. Chiaro, la situazione preoccupa, è inevitabile, ma non è con gli allarmismi, che hanno eco anche all’estero con effetti sicuramente non positivi, che potremo uscirne. Credo invece si debba mantenere un atteggiamento ottimista e concreto, lavorando su tutti gli scenari possibili”.

La preoccupazione però, sondando le reazioni interne all’ambiente, c’è. “È normale. Ma come ha anche dichiarato il responsabile degli albergatori ticinesi, ora fondamentale è pensare positivo e cercare di adattarsi per riuscire a superare questo momento che è indubbiamente di crisi. La sua evoluzione non è però ancora definita: non sappiamo cosa ci riservi il futuro”.

Perciò, ‘calma e sangue freddo’, sembra dire Merlini. La decisione della BNS arriva però alla vigilia dell’alta stagione… Dal fronte nazionale, citando sempre l’intervista a Schmid, si parlava già di un immediato arresto delle prenotazioni provenienti dall’Europa, da cui provengono anche molti dei vacanzieri fra i più affezionati alle nostre località: i tedeschi.

Se quanto denunciato nell’intervista de Le Matin Dimanche sia avvenuto anche in Ticino però, è ancora presto per dirlo, come è ancora presto per fare previsioni sulle conseguenze che l’abolizione del cambio fisso potrebbe avere sul turismo ticinese a medio e lungo termine. Insomma, la moneta, come la situazione generata dal fermento seguito all’annuncio della BNS, non si sono ancora stabilizzate. Troppe incognite che impediscono ora di fare previsioni secondo Merlini.

“Aspettiamo un momento e vediamo cosa succede: siamo solo all’inizio di gennaio e fino a Pasqua non siamo ancora in alta stagione. Le prime riflessioni potremo farle solo passato questo appuntamento. Intanto dobbiamo continuare a farci forti del nostro paesaggio, della nostra offerta e sicurezza mantenendo i turisti svizzeri che sono i nostri principali clienti e poi fare il possibile per portare ancora turisti dalla Germania, dal Benelux. Inoltre, come Lago Maggiori e Valli, lavoriamo in particolar modo sulla clientela dalla Francia e dalla Svizzera francese.”.

Ma come si intende agire? “L’OTR sta già monitorando la situazione e i nostri tecnici sono al lavoro per vagliare gli scenari e le misure da adottare”. Proprio per questa settimana, spiega infine Merlini, il Consiglio di amministrazione dell’organizzazione turistica discuterà dell’argomento. Presto quindi per parlare in dettaglio di un possibile piano d’azione o della necessità di misure e proposte come finanziamenti o incentivi al turismo locale, come quelli invocati dal PS.

Prima di definire una strategia, insomma, “vogliamo sentire tutte le componenti in gioco, in particolare gli albergatori e gli esercenti. Non dimentichiamo però che già tre anni fa eravamo nella stessa situazione e i turisti sono venuti comunque in Ticino. Secondo me ci sono fattori molto più gravi per il nostro turismo, come la chiusura del Gottardo senza un secondo tunnel, piuttosto che la sola questione finanziaria”.

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